Nel corto maschile è stato Daniel Grassl a scendere in pista per i colori tricolori, scegliendo uno short program di altissima difficoltà. L’altoatesino ha chiuso in quinta posizione: qualche sbavatura c’è stata, ma nel complesso la prova ha avuto sostanza e, soprattutto, ha consentito di tenersi alle spalle il campione d’Europa georgiano Nika Egadze, anche lui alle prese con un programma corto segnato da diversi errori. In crescita invece il Canada, trascinato da un convincente Stephen Gogolev: il suo terzo posto ha permesso alla formazione nordamericana di superare la Georgia e di avvicinarsi sensibilmente all’Italia, che aveva iniziato la serata con un punto di margine. In vetta, infine, il colpo di scena: il giapponese Yuma Kagiyama ha firmato una prestazione vicina alla perfezione, battendo il favorito statunitense Ilia Malinin, penalizzato da due imprecisioni pesanti. Un risultato che di fatto riapre la corsa all’oro.
L’esito del corto ha garantito all’Italia la qualificazione al segmento successivo insieme alle cinque squadre meglio piazzate, e nella free dance gli azzurri hanno risposto presente con Charléne Guignard e Marco Fabbri. Il duo ha costruito un libero solido e ben gestito, che li ha portati a chiudere alle spalle soltanto degli “ingiocabili” statunitensi Madison Chock ed Evan Bates, tornati in pista con l’obiettivo di rimettere ordine dopo quanto accaduto nella prova precedente. Gli italiani hanno invece contenuto senza affanni il Canada, rappresentato da Marjorie Lajoie e Zachary Lagha, e la Georgia di Diana Davis e Gleb Smolkin, quinti.
A tre programmi liberi dalla conclusione del Team Event, l’Italia è terza in solitaria con 37 punti, con un vantaggio di due lunghezze sul Canada e di cinque sulla Georgia. I giochi, però, sono tutt’altro che chiusi: serviranno pulizia, scelte lucide e gestione dei momenti, perché nel format a squadre ogni segmento può spostare equilibri e gerarchie. L’obiettivo è lì, a portata di mano, ma va costruito passo dopo passo.