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Laura Golarsa: “Sinner ha effetto anche sugli over 40/60. L’Italia ha la generazione da battere”

Fabrizio Testa

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Jannik Sinner / LaPresse

Un doppio binario tennistico intriso di passione, competenza ed un sogno nel cassetto ambizioso ed emozionante. Laura Golarsa, allenatrice nonché giornalista sportiva e telecronista specializzata nel tennis in forza al team di Sky Sport, è stata una delle ospiti dell’ultima puntata di Fantini Club, trasmissione in onda sul canale YouTube di OA Sport, dove ha fornito un punto di vista interessante sulla disciplina e sugli effetti generati dalla popolarità del N.2 al mondo Jannik Sinner.

In prima battuta, Golarsa ha analizzato le ragioni riguardanti il “momento magico” del tennis italiano: “Sono situazioni astrali che si sono allineate. Credo che questo status che hanno avuto in precedenza Svizzera e Stati Uniti non voglio dire che sia causale, ma si tratta di un insieme di situazioni tra cui anche un pizzico di fortuna: quando arrivano grandi giocatori diventa tutto un po’ contagioso, il sistema si auto genera, una cosa tira l’altra. I ragazzi che arrivano vedono oggi che si sollevano le Coppe Davis: il trofeo diventa una prospettiva della carriera, non più un sogno irraggiungibile ma un obiettivo concreto da raggiungere. Abbiamo sempre avuto buoni giocatori, ma con difficoltà a mettere tutto insieme. Ci sono stati ricambi generazionali in altri Paesi che in alcuni periodi sono stati migliori, vedi i cechi, gli americani e gli svizzeri. Adesso è il nostro momento“.

Secondo la giornalista, che gestisce anche un importante Accademy a Milano, il “Sinner effect” ha avuto una fortissima espansione anche in una fascia d’età molto adulta: “Non farei una distinzione di genere ma di età. Io vengo da una grande città, il ricambio in una metropoli è sempre stato numeroso, specie se sei in una zona centrale. Quello che si è verificato è il ritorno del tennis per quelli della mia generazione. Con l’arrivo del grande Campione gli adulti sentono nuovamente la voglia di prendere la racchetta in mano, ci sono tante richieste di lezioni di tennis individuali, così come di corsi da adulti serali; la categoria Over 40-60 vuole ricominciare a giocare e togliere la ruggine. Il numero degli adulti è equiparabile a quello dei bambini”.

Sulla situazione del tennis maschile, Golarsa ha aggiunto: “Vivo questa fase in triplice veste: da appassionata e addetta ai lavori in campo e nel giornalismo. E’ un modo per tenermi aggiornata sull’evoluzione del tennis. Commentare gli italiani è un piacere in più, quando commenti un ragazzo che hai visto crescere e magari è anche passato dai tuoi campi, vedi Vasamì, è una grossa soddisfazione. Siamo dispiaciuti per Jannik e super italiani nel tifo. Ma il piacere di commentare una finale come quella di questi Australian Open per chi è appassionato come me è qualcosa di super eccezionale”.

La telecronista ha poi puntato i riflettori sul tema dei cicli, ricordando quello fortunato in campo femminile foraggiato da Schiavone e Pennetta: “I cicli di altissimo livello hanno anche un risvolto di fortuna, lavoro e altri fattori. Noi abbiamo avuto una generazione straordinaria con Schiavone e Pennetta che ci hanno regalato le Federation Cup. E’ lecito aspettarsi un calo, ma non dimentichiamoci che abbiamo vinto la Billie Jean Cup, che c’è Paolini tra i primi dieci e che ha vinto gli Internazionali di Roma. Il tennis femminile non è messo malissimo. Ora c’è un piccolo ricambio generazionale: c’è Trevisan che si è fatta male e ha fatto i quarti in uno Slam ma ora è fuori dalle classifiche, Errani ha smesso di giocare individuale. Abbiamo la Grant che è una grande promessa. Jasmine ci regalerà ancora delle gioie. Le donne salgono prima, una giovane come la Andreeva, classe 2007, è già in top 10. Da qui a dire se abbiamo qualche giocatrice nel cassetto non lo so. Non mi vengono nomi fortissimi, ma anche Schiavone e Pennetta non potevi immaginare da Juniores che sarebbero arrivate dove sono arrivate. Va anche bene che un decennio ci sono maschi e l’altro le femminine. Se poi riusciamo ad essere al top in entrambe sarebbe fantastico, forse solo gli Stati Uniti ci sono riusciti. Loro avevano numeri maggiori, ma godiamoci questo momento. Tutto aiuta: la buona comunicazione della Federazione, i tanti tornei, i Campionissimi, tanti giocatori forti che ci sono sempre stati, vedi i Gaudenzi o i Seppi. Aggiungo che secondo me noi in termini assoluti di livello abbiamo un terzo giocatore da top 10 che è Matteo Berrettini, uno che è l’artefice delle due Davis vinte. Non riesce a dare continuità per problemi fisici, quando sta bene vale un Fritz. Una generazione di maschi con tre giocatori in termini assoluti in top 10 è una squadra da battere. Speriamo non arrivi un altro spagnolo”. 

In ultimo Golarsa ha svelato il suo sogno nel cassetto: “Oltre la tv ho l’Academy. Viviamo in un Paese dove è difficile per una donna farsi largo nel tennis maschile. Il mio sogno è allenare un giocatore e portarlo nei primi 100 ATP da coach, ed è difficile per tanti motivi, se potessi crescerli nel mio vivaio sarebbe meglio. Ma ci stiamo avvicinando. Entrare in uno Slam con il pass del coach ATP sarebbe un sogno“.

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