Milano Cortina 2026

Federico Pellegrino chiude la carriera con 4 medaglie alle Olimpiadi. Ma c’è ancora una 50 km da vivere

Stefano Villa

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Federico Pellegrino / IPA Agency

Federico Pellegrino ha incarnato alla perfezione i valori dello sci di fondo: sudore, tanto lavoro, enorme passione, grandi sacrifici, sforzi, fatiche. Si è caricato sulle spalle un intero settore alle nostre latitudini e lo ha tenuto a galla nei momenti più difficile, diventando il volto simbolo (e nei fatti unico) del movimento tricolore, capace di tenere botta per quindici anni ai massimi livelli e di costruirsi un palmares davvero encomiabile, conquistando allori nell’epoca dei grandi mostri norvegesi, Johannes Klaebo su tutti.

Quattro medaglie in tre edizioni consecutive delle Olimpiadi rappresentano un bottino pregevole, che certifica non soltanto la classe ma anche la longevità del fuoriclasse valdostano: argento nelle sprint di PyeongChang 2018 e Pechino 2022, poi i due bronzi a Milano Cortina 2026 nella staffetta e nella team sprint. Nelle ultime quattro volte che l’Italia è salito sul podio a cinque cerchi nello sci di fondo c’è sempre stato Federico Pellegrino, l’ultima occasione in cui un alloro non porta la sua firma risale ai Giochi di Vancouver 2010 per merito di Pietro Piller Cottrer (argento nella 15 km a tecnica libera).

Le due gioie nell’evento a lui più congeniale, quello in cui si è laureato Campione del Mondo nel 2017, sono state conseguite a livello individuale e hanno un peso specifico enorme, ma quanto fatto sulle nevi della Val di Fiemme è il testamento sportivo di Federico Pellegrino: con l’ultima frazione in rimonta nella staffetta, valso il terzo posto, ha lasciato qualcosa allo sci di fondo, accanto a tre giovani ha riportato l’Italia tra le grandi dopo vent’anni e ha fatto capire che ci sarà futuro. Il bronzo in coppia con Elia Barp gli ha permesso di salire sul podio in tre format diversi, impresa tutt’altro che banale.

Onore e merito a un vero e proprio mito, che sabato 21 febbraio chiuderà la sua sconfinata carriera: all’alba delle 36 primavere (spegnerà le candeline il prossimo 1° settembre) sarà impegnato nella 50 km, dove potrebbe anche lottare per un piazzamento onorevole per chiudere in bellezza le Olimpiadi prima di appendere gli sci al chiodo e proiettarsi verso una nuova vita, rimanendo per sempre nel cuore di tutti gli appassionati.

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