Biathlon
Biathlon, Olimpiadi 2026: le speranze di medaglia dell’Italia. Tris d’assi e staffetta mista le carte principali
Pronta a centrare il bersaglio. È un’Italia di qualità e ambiziosa quella del biathlon che si presenta al via delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina. Sulle nevi di Anterselva, la compagine tricolore punta a lasciare il segno, forte degli ottimi riscontri ottenuti nel corso della stagione.
Un’annata fin qui estremamente positiva, nella quale l’Ital-biathlon ha già collezionato 7 vittorie stagionali e 17 podi complessivi in Coppa del Mondo, confermando una continuità di rendimento che richiama alla memoria le migliori stagioni azzurre. Ulteriore slancio è arrivato dall’ultima tappa di Nove Mesto (Cechia). Nella staffetta mista, il quartetto composto da Dorothea Wierer, Lisa Vittozzi, Lukas Hofer e Tommaso Giacomel è tornato sul gradino più alto del podio dopo oltre sei anni, imponendosi con autorità e prendendosi una significativa rivincita sulla Francia.
Decisiva l’ultima frazione, nella quale Giacomel ha firmato una prova di forza clamorosa, scavando un solco netto su Quentin Fillon Maillet. Un successo che ha portato a quattro le vittorie italiane nelle competizioni miste di Coppa del Mondo, tre delle quali nel format a quattro frazioni.
Sul piano individuale, l’Italia può contare su un tris d’assi. Vittozzi ha continuato ad arricchire una stagione di altissimo livello: terza nella mass start in terra ceca, ha centrato il podio in tre dei quattro format individuali disputati nel massimo circuito internazionale. Il suo bottino parla chiaro: 30 podi individuali in Coppa del Mondo, che diventano 34 considerando anche i Mondiali. Numeri da leader, capaci di trascinare l’intero gruppo, con una particolare efficacia nelle gare sui quattro poligoni (inseguimento, individuale e mass start), più che in quelle sui due.
Wierer, dal canto suo, resta un punto di riferimento assoluto. A Nove Mesto ha chiuso settima nell’ultima gara della carriera nel Tour, aggiornando una collezione che conta 87 podi complessivi tra gare individuali e a squadre, sesta miglior cifra di sempre al femminile. Davanti al pubblico di Anterselva, qualcosa di speciale potrebbe ancora emergere, soprattutto nelle prove che prevedono quattro sessioni di tiro, terreno ideale anche per la sappadina.
E poi c’è il citato Giacomel. Il giovane trentino, che ha festeggiato il primo successo in una prova a squadre a Nove Mesto, vive un’annata che ha del clamoroso anche a livello individuale (4 vittorie e 6 podi). Ha le carte in regola per essere protagonista in quasi tutti i format di gara, con la probabile eccezione della 20 km Individuale. Con lui, e con un Hofer in versione deluxe dall’inizio del nuovo anno, sognare è legittimo.
Al contempo, la recente notizia della positività di Rebecca Passler ha trovato ampio spazio su telegiornali, radiogiornali e organi di informazione online, e potrebbe finire per condizionare l’ambiente tricolore. Non resta che attendere quanto accadrà dall’8 febbraio, giornata in cui è in programma la staffetta mista, primo banco di prova olimpico per l’Italia del biathlon.