Biathlon
Biathlon maschile, i nomi nuovi dell’Italia da monitorare e le possibili novità verso le Olimpiadi di Annecy 2030
I Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 sono passati agli archivi. Al momento sono ancora cronaca, ben presto diventeranno storia. Cionondimeno, il carrozzone a Cinque cerchi è sempre in viaggio. A questo giro, per la prima volta da tempo immemore, non si sposterà dalle Alpi. L’edizione del 2030 si terrà in Francia, a distanza esigua rispetto alle competizioni italiane.
Per la verità, la disciplina che geograficamente dovrà percorrere più strada è il biathlon, in quanto Anterselva è sul versante opposto della catena montuosa rispetto a Le Grand Bornand. Guardando al futuro, è evidente come l’Italia possa essere fiduciosa dei propri mezzi anche guardando al decennio venturo.
Signori, è inutile nascondersi. Tommaso Giacomel ha tutti i crismi per diventare il più grande biathleta italiano di ogni tempo. È nato nel 2000 in uno sport dove si può essere competitivi in termini assoluti fino alle 35 primavere. Uno così basta e avanza per fare movimento da solo. Però il trentino, come Re Theoden al fosso di Helm, non sarà da solo.
Il recupero, o sarebbe più corretto dire lo “sviluppo” di Didier Bionaz non può essere escluso. Inoltre, i nomi di Christoph Pircher, Marco Barale e Davide Compagnoni sono sulla bocca di tutti gli addetti ai lavori. Si parla di due classe 2003 e un 2004. Quale potrà essere la loro progressione è impossibile dirlo, d’altronde anni fa Giacomel e Bionaz erano messi sullo stesso piano, poi il percorso dell’uno e dell’altro è stato totalmente diverso.
Quindi, bisognerà dare tempo al tempo, avere pazienza e augurarsi che le “speranze” possano essere ben riposte. Fermo restando come le sorprese non manchino mai. Viceversa, non sarebbero sorprese. O no? Dunque, si resta in fiduciosa attesa, consci di come vi siano ragazzi in grado di seguire la scia di Giacomel. Se poi qualcuno sarà addirittura in grado di avvicinarlo, significherebbe che l’Italia avrebbe raggiunto – almeno nell’eccellenza – il rango di storiche superpotenze.