Coppa del Mondo

Benjamin Jacques Alliod: “Un po’ di rimpianto per le Olimpiadi c’è. Paris e Innerhofer maestri, posso avvicinarmi a Odermatt”

Edoardo Diamantini

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Benjamin Jacques Alliod / Lapresse

Benjamin Jacques Alliod ha conquistato uno splendido quinto posto nella discesa libera di Crans Montana, prova valida per la Coppa del Mondo di sci alpino. L’azzurro del Centro Sportivo Esercito è sbocciato sulla pista svizzera, dove ha ottenuto il miglior risultato della carriera nel massimo circuito internazionale itinerante. Il fresco 26enne (ha spento le candeline lo scorso 24 gennaio) non sarà della partita alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, ma ha dimostrato di essere sulla strada giusta per togliersi delle grandi soddisfazioni nel prossimo futuro.

Stai iniziando ad entrare con regolarità in zona punti sia in discesa sia in superG. Quanto è stato difficile l’adattamento alla Coppa del Mondo?
L’adattamento di per sé non è stato complicato. Le piste di Coppa del Mondo sono più difficili, ma comunque si adattano meglio alle mie caratteristiche tecniche e fisiche. La semplice differenza è che in Coppa del Mondo il livello è molto più alto e per entrare nei 30 con i numeri alti è impegnativo. Io personalmente ci ho messo un po’ a fare i primi punti. Adesso è da un po’ che ci vado regolarmente e spero di continuare a crescere e alzare sempre di più l’asticella”. 

Da anni la Nazionale italiana non era così competitiva nella velocità: quali sono stati gli ingredienti per questi risultati?
Quest’anno stiamo andando molto bene tutti e personalmente non so come spiegarmelo. Allenamenti di velocità non ne abbiamo fatti molti e ci siamo concentrati più sul gigante. Magari questo ci ha aiutato a sistemarci bene tecnicamente e a trasferire tutto sulle aste lunghe”. 

La concorrenza interna sta facendo bene al movimento, un po’ come accade nel tennis? Qual è il tuo rapporto con i compagni di squadra?
Sicuramente! Col fatto delle Olimpiadi in casa penso che tutti abbiano inserito una marcia in più per riuscire a staccare il ticket. Con i compagni ho un ottimo rapporto e penso che nella squadra attuale si sia creato un bel mix di gente esperta e giovane, che aiuta tutti a lavorare con più impegno e divertimento”. 

Paris e Innerhofer ti danno dei consigli?
Sì, certo. A Domme devi essere tu a chiedergli se può spiegarti qualcosa ed è molto disponibile. Con Inner non serve perché ti spiega già tutto, anche se non chiedi consigli. Scherzi a parte, sono comunque due ottimi insegnanti ed è veramente incredibile la passione e la voglia che hanno ancora alla loro età”. 

Vedere Giovanni Franzoni, un anno più giovane di te, ottenere grandi risultati è uno stimolo a fare sempre di più per alzare l’asticella?
Certamente. Penso che Gio stia vivendo un momento di forma incredibile e sono super contento per lui perché se lo merita. So tutto il lavoro che c’è dietro, le sconfitte, l’infortunio. Lui ha avuto un percorso un po’ diverso dal mio, è stato molti più anni in squadra di me e ha iniziato a gareggiare in Coppa del Mondo quando io ancora facevo le gare FIS. La mia è una crescita continua e penso che a mio tempo arriverò anch’io a togliermi delle belle soddisfazioni”. 

Le tue Olimpiadi, probabilmente, saranno le prossime, quelle del 2030. Hai qualche rimpianto per Milano Cortina 2026?
Qualche rimpianto ce l’ho. In discesa in Gardena potevo finire nei primi 5 facilmente senza l’errore sull’ultimo Ciaslat. Magari questo avrebbe cambiato le carte in tavola, chi lo sa. C’è da dire che quest’anno sono andati tutti fortissimo e riuscire a staccare il ticket con questo squadrone era impresa ardua. Sarà per la prossima”. 

Odermatt resta il n.1 irraggiungibile o pensi che ci sia qualcuno che possa impensierirlo? 
Odermatt è sempre l’uomo da battere, sia in gigante che in superG e in discesa. Per riuscire a metterlo dietro bisogna fare veramente molto bene e qualcuno ultimamente ci sta riuscendo, come Franzoni, ma sono sicuro che in futuro anch’io potrò avvicinarmi”. 

Qual è la tua pista preferita?
La mia pista preferita è la Saslong, in Val Gardena. Lì mi sento davvero a mio agio e provo sempre delle gran belle emozioni scendendo”. 

Quali sono i tuoi punti di forza e quelli dove devi migliorare?
I miei punti di forza sono la struttura fisica, ma anche l’essere dotato di una buona tecnica che mi permette di essere competitivo nei tratti difficili e la scorrevolezza che di anno in anno miglioro sempre. Dove bisogna lavorare invece è sul commettere meno errori in gara ed essere più preciso”. 

Chi è Benjamin Alliod nella vita di tutti i giorni?
Un ragazzo semplice ed educato, che vive per lo sport a 360 gradi. Mi piace il buon cibo salutare, stare in movimento e fare tanti sport diversi. Ultimamente mi sono appassionato al golf e non vedo l’ora che sia estate per tornare a giocare. Mi piace anche molto pedalare e giocare a tennis. Mi sento molto fortunato a fare la vita da atleta e mi piace farmi il mazzo per raggiungere gli obiettivi che mi prefisso. Mi tengo aperte anche altre strade e porto avanti anche lo studio. Al momento sto frequentando scienze motorie in una università telematica e cerco di dare qualche esame ogni tanto”. 

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