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Basket: Roma-NBA, Doncic e Nowitzki possibili soci del progetto

Federico Rossini

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Luka Doncic, Dirk Nowitzki / LaPresse

Si muove qualcosa di più preciso sul fronte NBA Europe nella vicenda che riguarda Roma, una delle due città coinvolte nel progetto di espansione della lega professionistica americana nel Vecchio Continente. Dopo mesi nei quali tutto assumeva dei contorni piuttosto sfumati, questa mattina è servita a schiarirne alcuni.

Come riporta la Gazzetta dello Sport a firma Mario Canfora-Giuseppe Nigro, il nuovo progetto di Roma è pronto a prendere in mano il titolo di Serie A: esiste un precontratto per acquisire il diritto che oggi è di Cremona per la stagione 2026-2027 di Serie A, che è il modo in cui questa nuova cordata interessata alla Capitale si è presentata alle istituzioni cestistiche nazionali.

Il nodo importante riguarda i nomi della cordata: frontman Donnie Nelson, il figlio di Don Nelson, che si trova da quasi 5 lustri a Dallas e che ai Mavericks ha portato, in varie maniere, Steve Nash, Dirk Nowitzki e Luka Doncic. Due nomi, gli ultimi, non casuali, perché (sebbene dalle parti del tedesco ci sia stata una smentita) sono proprio Nowitzki e Doncic alcuni dei soci dichiarati da Nelson; per il resto non è ancora noto quali siano gli investitori di peso della cordata.

Nel gruppo di lavoro presenti anche due figure che al basket italiano sono ben note. Una è quella di Roberto Carmenati, che ha svolto per molti anni il ruolo di scout proprio ai Dallas Mavericks, e un’altra è di Rimantas Kaukenas. Già, il lituano che ha vissuto dieci stagioni tra Cantù, Siena e Reggio Emilia sarebbe stato presentato come referente italiano di Nelson alla FIP. Kaukenas, ironia della sorte, è stato protagonista di numerosissimi scontri d’altissima quota (finali scudetto e non solo) contro la Virtus Roma, quando la squadra capitolina viaggiava nelle zone alte-altissime in Serie A. Un ulteriore incontro con i soggetti interessati alla questione si avrà durante il prossimo All Star Weekend in quel di Los Angeles.

In precedenza si era fatto avanti un gruppo con Paul Matiasic, l’attuale proprietario-presidente di Trieste, anche se quella pista è andata ultimamente declinando. Il tutto con gli attuali club romani che non restano alla finestra, in attesa di una completa definizione del loro ruolo. Ad oggi la situazione dei club capitolini è la seguente: Virtus Roma 1960 (con Massimiliano Pasqualini che ha ripreso per buona misura l’identità del club che fu di Claudio Toti) prima da sola nel girone B di Serie B con 42 punti su 48 e attesa dal big match a Livorno contro la Pielle, Luiss quinta a 34 (ma recentemente in calo). Poi, in Serie B Interregionale (il primo dei campionati non nazionali), stanno facendo da capofila la Carver di via Oppido Mamertina e la StellaEBK (cioè il blocco che prima era, separatamente, Stella Azzurra ed Eurobasket); a oggi più defilate Tiber e San Paolo Ostiense.

Capitolo impianto: per questa nuova cordata capitolina, fino a quando non sarà pronta la versione con tetto retrattile del Centrale del Foro Italico di Roma con aumento della capienza a 13.500 spettatori, sarà il PalaEur l’arena dove si giocherà. Il palasport è quello storico delle Olimpiadi del 1960 e poi dei successi della Virtus Roma, dai tempi del BancoRoma fino alle vicende dell’era Toti. L’accordo è stato raggiunto con Eur Spa, la società che gestisce l’impianto di Viale dell’Umanesimo, in tal senso.

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