Ciclismo
22 anni fa ci lasciava Marco Pantani. Il Pirata continua a vivere nei cuori di chi lo ha amato
Sono trascorsi ventidue anni dalla triste dipartita di Marco Pantani: il Pirata ci ha lasciati il 14 febbraio 2004, scomparso prematuramente all’età di trentaquattro anni, in una camera d’albergo. Sulle ultime ore di uno degli scalatori più forti di tutti i tempi permangono diversi dubbi anche dopo un paio di decenni e la famiglia da sempre è attiva per cercare la verità, gli anni passano e l’affetto nei confronti del romagnolo è sempre vivissimo.
Marco Pantani rimane uno dei ciclisti più amati di tutti i tempi, ha trascinato le folle, ha animato un Paese intero: i suoi gesti iconici, la sua bandana, i suoi attacchi in salita, le grandi imprese in montagna sono entrati nel cuore degli appassionati e degli italiani, che in uno hanno visto una delle figure sportive di riferimento negli anni Novanta. Ancora adesso il suo nome è un totem assoluto in ogni ambiente e non verrà mai dimenticato.
La rimonta folle a Oropa, il ribaltone totale alla Grande Boucle, le risalite da infortuni terribili, la memorabile accoppiata Giro d’Italia-Tour de France nel 1998 (ultimo uomo a riuscirci fino alla stoccata dello sloveno Tadej Pogacar nel 2024). Purtroppo i noti fatti di Madonna di Campiglio nel 1999, quando venne escluso da un Giro d’Italia ormai già vinto per livelli di ematocrito sopra il consentito, hanno nei fatti frenato la carriera sportiva di Marco Pantani.
Dopo la sospensione non si è più ripreso, se non per le due folate firmate al Tour de France 2000, quando riuscì a sconfiggere Lance Armstrong sul Mont Ventoux e a Courchevel. I suoi ultimi successi da professionista. Partecipò al Giro d’Italia nel 2003, pochi mesi prima di lasciarci. Sono passati ventidue anni.