Pallavolo
Volley, tante novità in arrivo per l’Italia verso la Nations League 2026: i possibili volti nuovi
La lunga estate che porterà l’Italia attraverso la Volleyball Nations League 2026, all’Europeo che assegnerà il primo pass olimpico, potrebbe segnare l’inizio di una fase di gestione più attenta delle energie. Il commissario tecnico Ferdinando De Giorgi sta valutando l’ipotesi di concedere un periodo di respiro ad alcuni dei pilastri della Nazionale, protagonisti senza soluzione di continuità tra club e azzurro nelle ultime stagioni. Un’opzione che aprirebbe spazi interessanti per nuovi innesti e per atleti già nel giro azzurro ma fin qui utilizzati con parsimonia.
Nella prima parte della VNL potrebbero dunque essere gestiti con cautela elementi come Alessandro Michieletto, Gianluca Galassi, Riccardo Sbertoli, Simone Giannelli e Mattia Bottolo, con l’obiettivo di preservarli in vista degli appuntamenti decisivi della stagione. Una scelta che non indebolirebbe il progetto, ma che anzi permetterebbe di allargare la base e testare soluzioni utili nel medio periodo.
Tra chi era già presente nella rosa campione del mondo e potrebbe vedere aumentare il proprio spazio figurano Luca Porro e Francesco Sani, due bande in crescita costante, capaci di garantire equilibrio tra fase di ricezione e attacco. Accanto a loro, la VNL potrebbe rappresentare il palcoscenico ideale per alcuni rientri importanti: Daniele Lavia, finalmente alle spalle il lungo stop per l’infortunio alla mano, l’opposto Alessandro Bovolenta, reduce da una stagione positiva a Piacenza, e Francesco Recine, protagonista a Milano, sono profili che De Giorgi conosce bene e che possono tornare utili in una rotazione più ampia.
Il reparto delle bande resta uno dei più osservati. Oltre ai nomi già noti, sotto la lente del ct ci sono anche Mattia Orioli, che a Padova sta mostrando continuità e personalità, e Davide Gardini, possibile “cavallo di ritorno” dopo le esperienze passate in azzurro, anch’egli in crescita nello stesso contesto.
Al centro, l’attenzione si concentra su Modena, dove stanno maturando due profili molto interessanti come Giovanni Sanguinetti e Mati Pardo, entrambi dotati di fisicità e margini tecnici che si sposano con le esigenze del volley internazionale. Con loro Giovanni Maria Gargiulo e Roberto Russo dovrebbero andare a formare un quaretto di centrali molto interessante. Nel ruolo di opposto, oltre a Bovolenta, potrebbe arrivare il momento di Tommaso Guzzo, che a Cisterna sta confermando affidabilità e capacità realizzativa.
In cabina di regia, spazio garantito al giovane Matteo Boninfante, già inserito nel progetto azzurro, ma attenzione anche a Bryan Argilagos, uno dei punti di forza di Perugia, che nelle apparizioni precedenti ha saputo ben figurare. Infine, nel ruolo di libero, il nome nuovo potrebbe essere Domenico Cavaccini, protagonista a Cuneo, mentre Domenico Pace è già pronto a compiere un ulteriore salto di qualità.
La VNL 2026, dunque, non sarà solo una competizione da risultati immediati, ma anche un laboratorio prezioso. Gestire le energie dei big e testare nuove soluzioni potrebbe rivelarsi una mossa strategica per arrivare all’Europeo con una Nazionale più profonda, flessibile e pronta ad affrontare un ciclo olimpico che entra nella sua fase più delicata.