Tennis
Venus Williams, quanti rimpianti! Fuori con Danilovic agli Australian Open: era avanti 4-0 al terzo
A un certo punto il tempo è stato vicino al fermarsi, con Venus Williams capace di arrivare fino al 4-0 del terzo set. Solo che, in quel momento, il tennis rimasto poco espresso da Olga Danilovic emerge tutto insieme, in sei game, quelli che costruiscono il 6-7(5) 6-3 6-4 in due ore e 17 minuti. Domani mattina (australiana, dunque notte italiana) la serba conoscerà la sua avversaria, molto probabilmente Coco Gauff a meno di colpi di mano della russa passata sotto bandiera uzbeka Kamilla Rakhimova.
Nei primi minuti Venus si affida alla potenza bruta in quanto tale, e con questa riesce a non far guadagnare campo a Danilovic, prendendosi subito il break di vantaggio, che però restituisce subito e a zero (con anche un pizzico di fortuna per la serba). Sembra già finito il buon momento, ma le doti al servizio dell’americana restano e con quelle si salva sul 2-2 0-30, andando sul 3-2. Il fatto è che Danilovic non riesce a sfruttare le sue possibilità, mentre Venus, che quanto a intelligenza tennistica ne ha sempre avuta in abbondanza, riesce appena può a prendere l’iniziativa e a trovare spesso la profondità. Ed è così che si guadagna un set point sul 5-4 e alla risposta, fallendo però un dritto non impossibile. Si arriva così al tie-break, e dal 2-0 Danilovic si passa al 6-3 Williams, il che significa altri tre set point (ottenuti con un dritto incrociato stretto in corsa degno dei tempi migliori). I primi due se ne vanno perché la serba serve bene, ma sul terzo, dopo uno scambio in cui nessuna delle due si muove dal centro, Venus piazza la botta alla sua destra: 7-5.
Danilovic, evidentemente non proprio contenta di quanto accaduto nel set d’apertura, pur nel fatto che la John Cain Arena è tutta dalla parte della sua avversaria non demorde. E, anzi, di foga va a prendersi il break immediato, che la porta sul 3-0 senza reali problemi di sorta. Nei fatti, è come se il secondo set finisse qui, perché se è vero che il ritmo delle due rimane alto, e i servizi non sono da meno, è altrettanto vero che, dopo il 2-0 di Danilovic, nessuna delle due fa più di un punto quando l’altra batte. Ed è così che il 6-3 si materializza nell’inusuale tempo di mezz’ora.
Quello che accade nel terzo set, però, è completamente contro la tendenza vista nell’arco di tempo già indicato: Venus è più pronta della serba, e colpisce anche meglio, e sempre più profondo. Come risultante di tutto c’è il break nel secondo game. Di fatto la cinque volte campionessa di Wimbledon concentra un’immensa quantità di risorse in risposta, trovando angoli sui quali, ancora oggi, non in molte potrebbero farci qualcosa. Il secondo break arriva addirittura a zero, ed è 4-0. Danilovic trova uno dei due controbreak con la stessa moneta (a 30), ed è così che ritrova una fiducia non indifferente, riuscendo a variare di più. Soprattutto, risponde più profondo e si riprende anche il secondo break: da 4-0 a 4-3. Il nono gioco si rivela ad altissima drammaticità: spesso scambi molto brevi, se non addirittura inesistenti, ma un’enorme quantità di parità. Alla fine Danilovic riesce a ottenere il terzo break consecutivo, e con una gran copertura della rete si guadagna il match point. Venus spinge, ma il nastro le porta via l’ultimo dritto: finisce alla serba il match più atteso della sessione serale.
In un match da conto vincenti-errori gratuiti che va sul 34-38 per Danilovic e 30-42 per Venus, rimane da rimarcare come una larghissima parte degli scambi si sia conclusa entro i primi 4 colpi. E il paradosso è che, oltre il 75-63 della serba prima del quarto colpo, le due si sono sostanzialmente pareggiate all’allungarsi degli scambi: 29-29 sopra i 5 colpi.