Tennis
United Cup 2026: Italia-Svizzera è il debutto in forma di remake
Sembra di essere a un anno fa, ma non è un anno fa. Italia-Svizzera segna il debutto della squadra tricolore in United Cup 2026 in un raggruppamento che si rivela identico a quello del 2025. Anzi, della fine del 2024, considerato che la fase a gironi si giocò quando ancora gli ultimi dell’anno dovevano essere messi in archivio.
Cambia, nei fatti, solo uno dei quattro protagonisti dei singolari, perché se l’anno scorso c’era Dominic Stricker (poi autore di una stagione molto negativa, in cui non è riuscito a tornare ai livelli che stava tentando di raggiungere), quest’anno inizia il proprio tour d’addio, perché tale è, Stan Wawrinka. Ancora una stagione per il tre volte vincitore Slam, nonché tra le minacce più serie al quartetto Federer-Nadal-Djokovic-Murray negli anni tra il 2013 e il 2016.
Per il resto rimangono tutti, anche se con premesse spesso diverse rispetto al 2025. Jasmine Paolini è sempre lì, a recitare un ruolo da top ten che ormai ha dimostrato di poter ampiamente mantenere. Quest’anno avrà al suo fianco Danilo Pizzorno per la parte tecnica e Sara Errani (che, poi, resta sua compagna di doppio) per la parte strategica. Di fronte avrà Belinda Bencic, che l’anno scorso tornava dopo la gravidanza e in un anno si è ripresa in fretta le alte sfere. Tanto alte da far capire che Paolini-Bencic è, senza ombra di dubbio, il match di più alta classifica complessiva dell’intera prima fase. E già solo per questo vale la pena vederlo, anche se le due toccheranno il picco della forma agli Australian Open.
E poi c’è Flavio Cobolli, atteso dal già citato Wawrinka. Al di là di tutte le considerazioni, è una prima del 2026 che, per il numero 3 azzurro, ha un sapore speciale. E non solo per via del finale di anno vissuto con la Coppa Davis in una veste da trascinatore (ne ha vissute parecchie, per dirla sinteticamente, tra Bergs e Munar). Si tratta, per lui, di un 2026 nel quale confermare o migliorare le belle cose fatte vedere nel 2025, dalla vittoria ad Amburgo fino ai quarti di Wimbledon. E, al di là di tutto, c’è un dato statistico abbastanza particolare che lega il cognome Cobolli a Wawrinka. L’elvetico, infatti, sarà molto probabilmente l’unico uomo che avrà affrontato padre e figlio, Stefano e Flavio, in carriera. Con l’uno ebbe a che fare agli inizi, in un Challenger a Brindisi, quando ancora Stan era Stanislas e nessuno prevedeva ciò che sarebbe stato. Con l’altro s’è incrociato nel 2024 a Shanghai, e fu battaglia vera, in tre set.
Poi ci sarà il tempo di Sara Errani e Andrea Vavassori, che saranno impegnati in doppio misto contro una coppia svizzera che verosimilmente vedrà gli stessi singolaristi in campo (anche perché il Paese rossocrociato ha rinunciato allo spot del doppio ATP mandando un terzo singolarista, Luca Castelnuovo, di Sonvilier). Sarà l’esordio di una coppia che cercherà giocoforza di fare il massimo possibile negli eventi a sua disposizione, cioè United Cup e Slam (più Indian Wells se verrà riconfermato il torneo di misto). E che prende il 2026 col piglio di chi ha dato dignità ai doppisti attraverso quanto accaduto agli US Open.