Skeleton

Skeleton, l’exploit di Valentina Margaglio avvicina l’Italia alla seconda quota olimpica femminile

Erik Nicolaysen

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Margaglio / Lapresse

Dopo una prima parte di stagione estremamente negativa, in cui non era mai entrata tra le migliori dieci in Coppa del Mondo perdendo addirittura il suo status di leader della squadra femminile azzurra di skeleton, Valentina Margaglio è tornata a brillare conquistando un quarto posto di platino nella gara del circuito maggiore andata in scena a Winterberg il 2 gennaio.

La 32enne nativa di Casale Monferrato ha mancato il podio per soli otto centesimi sulla pista tedesca, disputando due manche di alto profilo e firmando il terzo tempo assoluto nella seconda discesa. Si tratta di un risultato dall’enorme peso specifico per Margaglio, che stava rischiando fortemente di venire esclusa dai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026.

Prima della tappa di Winterberg l’Italia aveva infatti a disposizione virtualmente una sola quota femminile in base alla World Ranking List, con la rivelazione Alessandra Fumagalli in pole position per ottenere la chiamata a cinque cerchi grazie ad un rendimento superiore in stagione rispetto alla più quotata compagna di squadra. Adesso però la situazione è cambiata e l’obiettivo di portare ai Giochi due donne sembra alla portata per il movimento azzurro.

Germania e Gran Bretagna si aggiudicheranno con ogni probabilità tre pass per la gara individuale femminile, mentre ad oggi Cina, Stati Uniti, Italia e Canada ne otterrebbero due a testa. Quando mancano due prove al termine del periodo di qualificazione olimpica, Margaglio deve difendere in pratica un vantaggio di 81 punti sulla sudcoreana Yerin Kim e 98 sull’austriaca Julia Erlacher per garantire al Paese ospitante delle Olimpiadi la seconda quota femminile e di conseguenza anche la possibilità di schierare due coppie nel Mixed Team (avendo qualificato anche due uomini).

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