Rugby
Rugby, All Blacks: tre nomi in corsa per la panchina
La Nuova Zelanda ha riaperto il casting per la panchina più pesante del rugby mondiale. Dopo l’addio anticipato a Scott Robertson, silurato a due anni dall’inizio del mandato in seguito alla revisione interna sulla stagione 2025, la federazione (NZR) ha avviato ufficialmente il processo per nominare il nuovo head coach degli All Blacks. Stavolta però c’è un paletto chiaro, quasi una risposta agli errori recenti: potranno candidarsi solo tecnici neozelandesi con esperienza già maturata a livello internazionale, requisito che mancava proprio nel curriculum di Robertson al momento della sua nomina.
Il profilo che oggi sembra cucito su misura è quello di Jamie Joseph. Ex tecnico del Giappone dal 2016 al 2023, ha guidato i Brave Blossoms nel loro periodo più solido e rispettato a livello globale, costruendo un’identità precisa e risultati credibili contro le big. Conosce l’ambiente neozelandese, ha lavorato con gli Highlanders e con gli All Blacks XV, e soprattutto unisce cultura All Blacks e visione internazionale. È l’uomo della struttura, dell’organizzazione, della disciplina tattica: dopo le turbolenze recenti, è il candidato che garantirebbe stabilità immediata.
Diverso, ma altrettanto forte, il peso della candidatura di Dave Rennie. L’ex capo allenatore dei Chiefs e dell’Australia porta in dote un’esperienza diretta nel Rugby Championship e nelle dinamiche del Test rugby ad altissima pressione. Con i Wallabies ha vissuto un periodo complicato, ma è considerato un tecnico capace di sviluppare giocatori e sistemi offensivi moderni. Il suo nome intriga perché conosce perfettamente pregi e difetti dell’Australia, uno dei rivali storici, e ha dimostrato di saper gestire spogliatoi complessi e contesti federali non semplici.
Occhio infine a Vern Cotter, oggi alla guida dei Blues ma con un passato internazionale di spessore tra Scozia e Fiji. È forse il profilo più “globale” dei tre: esperienza in Europa, nel Pacifico e nel Super Rugby, mentalità pragmatica e grande cura dei dettagli difensivi. Cotter ha costruito squadre dure, organizzate, difficili da piegare — caratteristiche che agli All Blacks, dopo stagioni altalenanti, potrebbero tornare vitali. La sensazione è che NZR stia scegliendo meno il nome più affascinante e più il tecnico giusto per riportare credibilità, identità e controllo: Joseph, Rennie e Cotter rappresentano tre strade diverse per lo stesso obiettivo, rimettere gli All Blacks al centro del mondo.