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Roger Federer rivela: “Sinner molto lontano da me, mi identifico molto più con Alcaraz”

Mattia Fierro

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Roger Federer/La Presse

L’Australian Open è stato per molti anni terreno di conquiste per Roger Federer che a Melbourne è riuscito ad alzare il trofeo per ben sei volte, l’ultima nel 2018, quando “Sua Maestà” sconfisse in finale Marin Cilic. Lo svizzero è tornato in Australia per disputare un’esibizione sulla Rod Laver Arena e nella conferenza stampa ha voluto anche soffermarsi sui nuovi protagonisti del tennis mondiale.

L’ex numero uno al mondo e 20 volte vincitore Slam ha così commentato il suo ritorno: “La verità è che sono un po’ nervoso; è passato molto tempo dall’ultima volta che sono stato qui e non ho potuto dire addio a questo torneo come avrei voluto. Ho ricordi fantastici qui; è uno dei miei tornei preferiti. Ricorderò sempre il titolo del 2017 perché sono arrivato senza aspettative. Credo che mi sarei accontentato di raggiungere i quarti di finale. Ma il mio allenatore, Luthi, mi ha convinto che ce l’avrei fatta. Ho giocato molto bene e ho ottenuto uno dei successi più speciali della mia carriera”.

Federer ha poi risposto così alle domande della stampa su Sinner ed Alcaraz: “La rivalità che Carlos e Jannik stanno costruendo è impressionante. Giocano un tennis incredibile e la finale del Roland Garros 2025 è stata una delle partite più belle di sempre. Il mondo si è fermato a guardare a Parigi, ed è fantastico che il nostro sport generi cose del genere. Entrambi hanno fatto progressi eccezionali negli ultimi anni; spero solo che non si infortunino. Ho potuto allenarmi con loro ed è impressionante il modo in cui colpiscono la palla”.

Lo svizzero ha poi analizzato il modo di giocare dei due, trovando più analogie con lo spagnolo: “Quando ho visto Dimitrov giocare contro Sinner a Wimbledon, ho iniziato a immaginare come sarebbe stato giocare contro Jannik. Lui gioca in un modo molto diverso dal mio. La verità è che quando guardo Carlos giocare, percepisco più somiglianze con me e mi sento più identificato. Il modo in cui perde i colpi, come arriva a rete, come riesce ad alternare difesa e attacco… Entrambi amiamo giocare a modo nostro; mi sento coinvolto nella sua mentalità. La verità è che amo guardare il tennis come un semplice appassionato”.

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