Tennis
Puppo: “Sinner traumatizzato da Shanghai, problema mentale per i crampi. Forse è entrato un tarlo”
Nuovo appuntamento con Tennismania, rubrica quotidiana di OA Sport TV. Il tennis italiano continua a scrivere la storia e, per la prima volta, piazza tre giocatori negli ottavi dell’Australian Open: Jannik Sinner, Lorenzo Musetti e Luciano Darderi: andiamo ad ascoltare le parole di Dario Puppo.
Il punto su una giornata storica per il tennis italiano: “Buonasera, bentrovati a Tennis Mania per parlare di quanto è successo, soprattutto nella notte, perché ormai gli italiani li vediamo solo di notte e insomma questa cosa magari tornerà utile per alimentare le analisi, le opinioni, anche magari accendere le vostre curiosità e soprattutto i vostri messaggi e commenti. Chiaramente si parlerà tanto di Sinner, però in realtà non è soltanto lui il fuoco dell’attenzione. È stata una giornata molto positiva per il tennis italiano. Ne parliamo insieme a Guido Monaco e Massimiliano Ambesi. Allora mi è piaciuto, devo dire la verità, perché ho chiesto a Guido: dai, fammi un paio di lanci, dimmi due o tre cose, sintetizzami la giornata. E mi è piaciuta come l’ha sintetizzata, no? L’avete visto poi anche nel nostro sommario, chiamiamolo così. E io ve lo leggo perché vorrei partire da questo: Jannik Sinner soffre, lotta e si salva con classe, cuore e un pizzico di fortuna. Conquistando l’accesso agli ottavi di finale, ottime prove di Lorenzo Musetti, Luciano Darderi, tra italiani ottavi ed è record, poi femminile passano le big, tranne il forfait di Osaka, di nuovo, insomma, come neve al sole è un po’ così“.
La discutibile scelta degli orari di gioco in condizioni particolari: “No, anzi l’ho detto largamente in anticipo quando ho visto l’orario, no, immediatamente. La prima cosa, anche in diretta, poi l’ho detto sullo sport, la prima cosa a cui ho pensato è quella, ma non voglio alimentare dietrologie oppure fare la difesa di Sinner. Qua c’è una cosa molto normale da dire. Le partite maschili di ieri erano otto. Lo slot peggiore era indubbiamente quello di Sinner. Perché comunque sai che c’era, credo, un not before, no? C’era la partita femminile prima. L’orario peggiore in cui giocare, sapendo che ci sarebbe stato tanto caldo, era quello. Faccio un esempio: oggi davano dalle mie parti nella nostra zona la neve, ma non è venuta. Ti puoi sbagliare con le previsioni. Quella previsione lì era stata anticipata largamente. Allora la “compensazione”, che non è stata frutto di un pensiero, di un ragionamento, di dire TAC, andiamo a chiamare la Heat Rule, così difendiamo Sinner perché lo salviamo. No, diciamo che c’è stata una tempistica perfetta, ma frutto delle circostanze. Poi qualcuno può pensare male, però io tendo a basarmi su quella che è la realtà. Intanto tre italiani praticamente contemporaneamente e i due peggiori slot sono capitati a Sinner e a Darderi e ai loro avversari, come giustamente dice Guido, perché è giusto questo ragionamento, però quello che trovo strano è che non si possa e non si riesca a fare niente su questa programmazione, che comunque è scomoda a prescindere. A parte il weekend, se si gioca la mattina è chiaro che è scomodo lo stesso, però mi suona troppo strano. Gli americani in tabellone, e quindi in orario, ce ne sono tanti, bene o male li distribuiscono. Chiaro che poi dipende dagli avversari, dalle scelte che fa soprattutto il torneo in funzione dei propri giocatori, dei propri interessi di ascolti, con la TV che paga i diritti, Channel Seven e quant’altro. Però, onestamente, se non fossi più orientato a dire ‘OK, capita’, penserei che non so se Sinner, ma l’Italia e i giocatori italiani stiano un po’ sulle balle. No, ma non è così, non è così, no, non è così“.
La natura mentale del problema di Sinner: “E allora, continuando su questo filone, io ho scritto un messaggio sui social per via della narrazione che ho minimamente intercettato, perché sinceramente in questi giorni siamo molto impegnati e io non ci riesco a fare quello che riesce a fare Ambesi di veramente tenere sott’occhio tante gare e informarvi nella maniera migliore su tutto quello che succede. Ribadisco che la natura dei crampi di Sinner non c’entra con l’idratazione, c’entra con la testa, lui è stato traumatizzato a Shanghai, prima ancora ha avuto degli episodi del genere, non voglio fare facili, come dire, interpretazioni di quello che può succedere, però l’esperienza, il ricordo delle partite di Sinner. Lui dice quello che è giusto che dica, però secondo me è una ragione psicologica, cioè tu sai che sei messo in quell’orario, sai che arriva il caldo, che poi onestamente non era umido, per fortuna, come a Shanghai. Questo è un caldo diverso, era quello più secco, c’era il 20% di umidità, quindi è un po’ diverso. Ma in ogni caso, quando tu inizi la partita cominciano a arrivare dei segnali dal tuo corpo che tu non puoi controllare e diciamo metterti lì come Matrix, il personaggio di Keanu Reeves, e dire controllo tutto quanto io. No, non è facile: dall’esperienza che hai fatto ti arriva magari il crampo. Devo dire che però quello che io apprezzo di più è che accetta di stare nelle difficoltà, accetta anche, adesso non voglio essere frainteso, di sembrare ridicolo, perché quando tu hai crampi sembri un po’ ridicolo, e questa è una cosa che io non sopporto che debba accadere a qualunque giocatore. L’ho detto l’altro giorno. Sembra che per andare in Australia o in certi tornei, poi non è detto che sia sempre così, ha vinto due volte il titolo, no? Però sembra necessario fare un corso di sopravvivenza. Questa cosa qua non esiste mica, ma non esiste. Allora qualcuno mi può dire come su questo io non sono d’accordo con Luca Bottazzi. Lui mi dice, ma ragazzi, io mi ricordo che giocavo col caldo, non avevamo le pause, prima il tennis era più duro, no? In qualche modo si può fare questo discorso, ma, ed è una cosa che ho detto anche a Luca Bottazzi, per me la cosa peggiore è che adesso ci sono telecamere ovunque e purtroppo alle volte sembra che sottolineare con delle riprese rallentate, delle cose. Ok, ti dà emozione ed è giusto, mi piace molto quello che ha detto Guido in questo senso, però non è una bella immagine del tennis. Lo vogliamo far diventare un corso di sopravvivenza in alcune occasioni? A me poi qualcuno può dire, capita solo a Sinner. Va bene, io dico la verità, ho commentato Darderi. Darderi è stato impressionante dal punto di vista fisico oltre che di gioco. Cioè l’altro soffriva, l’altro era in difficoltà, aveva le gambe dure, non so se erano iniziati i crampi anche a Khachanov, però era in una situazione difficile e l’aspetto mentale in una situazione come quella che era il quarto campo, che puoi chiudere, lì interviene la Heat Rule, ma lì non si può chiudere il tetto perché sulla Kia Arena non c’è. E quindi se anche altri dovessero finire nella situazione di condizionamento psicologico, a maggior ragione lì diventa difficile. Io dico solo che tanto lo sai che tu devi aspettare il parametro che da 4.9 arrivi a 5 per far partire tutto quanto. Non lo so, hanno deciso così. Poi magari decideranno di modificare ancora qualcosa sui parametri. È vero che è giusto che chi è meglio preparato, meglio idratato, Spizzirri che stava giocando la partita da Dio, possa trarne beneficio. Su questo io capisco, ma a che pro? Cioè vogliamo vedere quelle partite lì? Io no“.
Le origini di Khachanov: “Khachanov è armeno di origini, però è nato, diciamo, è cresciuto a Mosca e poi a quindici anni è andato su anche lui, non sulla Costa Azzurra come Medvedev, ma a Spalato e poi a Barcellona“.
Il peso politico della Federazione italiana: “Un’altra cosa, scusate, voglio aggiungere questo prima giustamente tu Guido hai parlato di Federazione che può essere forse il tramite giusto per fare arrivare certi messaggi. Io, quello che ammiro tantissimo, non so esattamente queste cose, se funzionano come penso io, ma Sinner non chiede niente. Non è perché ha saputo che c’era quella giornata, con quella temperatura che è andato a dire: “Signori, me lo date un campo dove si gioca la sera?” Non l’ha chiesto perché sennò glielo davano di sicuro. Hanno scelto di mettere Djokovic perché comunque Djokovic aveva giocato di giorno il turno precedente. Io dico, ammiro tanto questa cosa, però nello sport c’è la politica. Adesso io non sto dicendo che Sinner deve preoccuparsi anche di queste vicende perché non le voglio fare più grosse di quelle che sono, ma io torno al principio base: ci sono otto slot per il torneo maschile e secondo me doveva partire Sinner perché un match femminile non può durare quello quanto quello maschile, quindi se intavoliamo una discussione al Roland Garros, per cui ci sta che possano chiedere di essere messe la sera nella sessione con un unico incontro, magari mettendo un doppio e non sempre il maschile, questa cosa qua, ma come fanno a non pensarla? Anche se sarebbe stato peggiore per noi perché io ho sentito Scanagatta che diceva “Ah che serata bellissima avevo tre device aperti e vedevo altre partite” Guarda Ubaldo basta che ti colleghi in televisione metti il multiview, li vedi tutti e tre senza tre device li vedi tutti e tre nello stesso schermo ed è bello effettivamente“.
La riflessione ulteriore sui problemi fisici di Sinner: “Non è che è debole fisicamente, ha scelto per la seconda volta di andare a Dubai a fare preparazione proprio per restare al caldo. Comunque, ha vinto tornei con il caldo. Io credo che si sia reso conto un po’ che le sue caratteristiche fisiche lo limitano un po’, l’ha detto lui, no? Insomma, pelle chiara. E poi anche è entrato un tarlo, forse psicologicamente, non dico che sia per forza così, diciamo che ve lo dico per ragionarne insieme. Poi magari non è così, non lo so, però mi sembra giusto buttarla lì come cosa“.
La crescita di Darderi: “Step mentale? Non lo so. Nella partita che lui ha fatto ieri, lui si rivolge costantemente a suo papà, ma proprio costantemente con mimica gli fa occhi, zitto, cioè di tutto fa, ogni punto. Come fa a giocare a tennis se fa anche quello? Vuol dire che ha una capacità mentale, come dici tu, che probabilmente è anche migliorata, incredibile, ma l’aspetto per me più rilevante è la qualità del tennis. Questo arriva in corsa, tira il dritto lungolinea e lascia fermo Khachanov, di rovescio viene attaccato da quella parte, dal rovescio dell’avversario che è veramente un gran colpo e lui gli fa lungolinea di passante mettendosi tutto scende in basso, si compatta e tira sto rovescio. Il servizio è una cosa clamorosa. Cioè a un certo punto ci sono stati un paio di game che ha fatto solo ace o servizi vincenti. Ed è un altro giocatore dall’ultima volta che l’ho visto. Io mi ricordo che mi ero esaltato, non mi ricordo qual era la partita dov’era il torneo che hanno giocato Musetti e Darderi. È stata una partita bellissima, ma Darderi mi ha impressionato. Durante la partita Khachanov non ci credeva, vedeva cose che non pensava potessero succedere. Io adoro Darderi per una cosa: perché si vede che ha una fame clamorosa nonostante quello che dicesse Lorenzo Cazzaniga, che dice che sono stati anni durissimi per la famiglia per lui portare avanti questo investimento complessivo della famiglia. Non è stato facile adesso ormai ha raggiunto una stabilità economica fantastica, ma non è che questa cosa gli ha tolto la fame? No, ce l’ha e ne ha tantissima, si vede“.
La capacità di adattamento di Darderi: “Poi voglio aggiungere. per la partita che ho che ho visto alcune cose primi punti. Io ho avuto la sensazione in televisione non è facile essere sicuro di quello che pensi stia succedendo, ma giocando colpi abbastanza piatti veramente i primi punti Khachanov la palla schizzava dalla parte di Darderi e Darderi l’ho visto in quelle due situazioni un filo sorpreso, ma si è adattato subito. Io non so, non mi ricordo la gli altri campi dove ha giocato Darderi, ma questo con quelle condizioni lì del 20% di umidità e non un campo rugoso come Indian Wells, in Australia non sei in quota, ma vi assicuro che il quel campo lì era veramente veloce, uno con le sue caratteristiche che riesce immediatamente ad adeguarsi a questa situazione, non è facile e vi aggiungo che almeno nei primi due cambi di palle tutti e due erano arrabbiati con i parametri con cui hanno incordato le loro racchette tant’è che è stranissimo, ma le hanno mandate a incordare immediatamente una tutte e due e subito dopo di nuovo perché avevano tutte le altre racchette che non erano con i parametri coi chili che volevano loro perché c’era una temperatura che non avevano provato probabilmente i giorni precedenti E trovandosi a giocare lì, hanno capito che non erano perfettamente tutti e due soddisfatti, quindi anche questa capacità di Darderi è notevole. Poi non so un’altra cosa strana di Darderi che arriva la racchetta, ha l’etichetta e dice al raccattapalle: vai a dalla a mio padre. Suo padre la dà a quell’altro, no? Toglie l’etichetta, toglie l’overgrip. Bianco, cioè io ho mio figlio che se glielo metto nel colore sbagliato vuole che vada a comprare quello giusto e glielo metto, ma glielo le hanno rimesso quello bianco, ma come glielo mette l’altra persona di fianco al papà? Io morivo, non volevo troppo, come dire, stare su questi particolari che io non sono neanche un tecnico, non sono mica quello Monaco“.
Il dialogo tra Darderi e il padre: “Racconto quest’altra cosa a Cavassignano. A un certo punto inizia, parte col solito discorso al padre che sembra incazzato nero. E allora il padre che è abituato, gli dice ‘la prima. Metti la prima’ e poi gli fa ‘garra’ e ‘huevos’. E io dico a Cazzaniga, non è che è un piatto questo tipico argentino, no? Parla proprio terra terra dicendo la grinta e mettici le palle, no?“.
Sulle conseguenze dell’episodio di crampi nei prossimi turni: “Secondo me poi un altro punto che bisogna affrontare è questo a proposito di Sinner. Intanto chiedo questa situazione perché a Shanghai si è ritirato con Griekspoor: è banale a dirsi, lui impara dalle esperienze negative e riesce a venir fuori da quei crampi. Andando a vedere da quando Sinner è Sinner, le sue sconfitte, lui ha perso 14 volte, dieci non era perfettamente in condizione, ma non vuole più che succeda questa cosa, chiaramente è il suo obiettivo. Ti chiedo Guido, dopo aver avuto questa esperienza quasi mistica, perché i crampi portano poi a una cosa del genere, può completamente essere esente da una situazione del genere il prossimo turno oppure te lo porti dietro?“.
La capacità di Sinner di vincere nelle situazioni di difficoltà: “Mi viene in mente di elencare queste cose. Io credo che lui sia il più abituato ad affrontare occasioni di estrema difficoltà negli Slam dove ha vinto. Australian Open, il primo che vince due anni fa: si trova questo scatenato Medvedev che gli va avanti due set e non sapeva più cosa fare. Lì non c’era un discorso fisico perché stava peggio quell’altro che aveva fatto diverse partite al quinto set per arrivare fin lì. Vagnozzi magicamente tira fuori quella frase, prova a fare qualcosa di diverso, gli fa il break alla fine del secondo set e riesce a trovare la maniera. Poi prima degli US Open, quando li ha vinti c’era il discorso del notizia del Clostebol e lui riesce nonostante quello a giocare il torneo e a vincerlo, ha il problema anche quando cade per recuperare quella palla con Draper in cui picchia la mano e fronteggia quella situazione e vince. L’Australian Open dopo si trova in una situazione difficile con Rune, ma soprattutto tutti lo guardano con uno sguardo strano e c’era ancora in ballo la vicenda di risolvere quella questione con Wada. Roland Garros si trova a perdere una partita così?”
La poca spettacolarità del tennis in condizioni climatiche difficili: “Vi racconto questa cosa: quando ero piccolo soffrivo del fatto che mi impressionavano certe cose e svenivo, no? E poi dopo si è creato il discorso di dire crescendo, cambiando scuola. Non quando magari mi trovavo in una nuova scuola, non volevo che gli altri magari sapessero questa cosa. No, e a un certo punto ho capito che invece se gli altri sapevano che io potevo rischiare questa cosa che non mi capita più da quando ho sedici anni, era meglio. Cioè, io penso che Jannik troverà la sua maniera per sé. è più rilevante l’aspetto psicologico sui crampi che non un aspetto di idratazione o di preparazione. Io penso che sia così: troverà la maniera e soprattutto questa partita un po’ già lo aiuterà. Io adesso non voglio farne un problema gigantesco, però sicuramente c’è quella parte psicologica, come hai detto tu, è successo ad Alcaraz quella volta con Djokovic. Sicuramente, se dovessero riaffrontarsi in un grande torneo Alcaraz e Djokovic, per Alcaraz verrebbero alla mente la vicenda della finale olimpica, come anche quella eventualmente dell’Australian Open che ha perso in quella maniera. L’importante è avere un grimaldello che tu capisci che c’è e che ti possa aiutare a risolvere quella situazione. Adesso vediamo. Cosa succederà in un’altra situazione di caldo? Però in tutto questo io ribadisco, a me non piace vedere quel tennis, non mi piace, ma non perché è Sinner, forse qualunque altro in quella situazione di estrema debolezza. Io trovo ammirevole da parte di Sinner il fatto che, pur essendo lui un grande, immaginate Federer in una situazione così, Federer è sempre stato uno che voleva perché aveva grandissima attenzione addosso, come ce l’ha anche Sinner, che quello che lui andava a rappresentare di se stesso fosse giusto, non fosse diverso da quello che voleva lui. Se ti trovi in una situazione di difficoltà fisica dove c’è un disagio ulteriore, non è facile da affrontarlo. Soprattutto quando ti guardano tutti, perché sei uno dei due più forti del circuito come capita a Sinner. Quindi io penso che lui abbia una buona capacità di stare in quelle situazioni e di far andare. Questa volta è successo di più, invece con Shanghai, proprio lui a un certo punto non era lucido perché si è trascinato verso la panchina, se vi ricordate il suo angolo, in maniera che ha lasciato scioccato, secondo me, chi guardava quella situazione perché non si stava rendendo conto che doveva fermarsi. A un certo punto è arrivato uno a sostenerlo. E lì è cominciato ad andare nella direzione giusta su come affrontare il problema, perché continuava a giocare, appoggiava la racchetta con la stampella. È stato molto peggio quello che io ho visto a Shanghai, però io non lo voglio più vedere. Non sono marionette questi giocatori in quella situazione di crampi, è che stanno giocando in due“.
L’accostamento Musetti-Federer: “Allora a me viene in mente, ma non per fare il paragone con lui, perché a loro riesce una mano. Federer è Federer però quell’intervista con il giornalista CNN che gli fa la domanda ‘cosa ti direbbe cosa penserebbe di te?’. Era il 2017 ,Carter, per quello che si è riuscito a ottenere, e lui dopo essere scoppiato in lacrime, Federer, dice e quando lui è morto. Ovviamente il tenore dell’allenatore è molto diverso di quello della situazione che ha vissuto Musetti, però comunque quando ti tocca andare vicino certe situazioni che riguardano poi persone che sono praticamente di famiglia perché Tartarini è di famiglia con Lorenzo e Federer diceva che è stata come una wake up call. Wake up call è quando tu sei in hotel negli Stati Uniti o in giro per il mondo e gli dici “Mi può svegliare?” Una volta era così adesso c’abbiamo il cellulare quelle robe, però una volta era così ti facevi mettere la wake up call e per Federer è stato lì. Perché anche lui era nell’ambito di Federer, ovviamente era un giocatore fino a quel momento lì che non aveva ancora preso la direzione in qualche modo, è diventato uomo al di là di essere diventato padre molto giovane, ma quelle situazioni che sta vivendo adesso con una situazione d’emergenza, con un nuovo coach che stai conoscendo e l’altro che è il tuo fedelissimo appoggio ogni volta che hai bisogno di scaricarti la tensione o cose così, io penso che questa situazione ha fatto crescere Lorenzo e pensa al tennis forse sempre di più in una maniera più giusta“.
La corretta impostazione della narrazione tennistica: “Ma io dico che in realtà il tennis e anche soprattutto i giocatori italiani offre spunti per cui la narrazione dovrebbe essere un po’ più spostata non a essere sempre la solita cosa ‘Sinner ancora i crampi’. Fortunato, sì ok, ma andiamo oltre e cerchiamo di vedere delle cose che ci aiutano a essere ancora più interessati a seguire le cose e tutto quello che tu hai detto Guido le varie partite cioè c’è della serialità in alcune situazioni di questi match, cioè che ci sono stati degli episodi precedenti che fanno pensare voglio vedere questo episodio cosa succede no come se fosse davvero una serie TV e questo manca, ma in generale ed è tutto noioso, tutto semplificato, tutto ridotto a qualcosa di poco interessante, no? E invece cioè ci sono mille motivi e quindi è un’altra giornata molto interessante senza italiani, ma comunque con tante buone partite e vediamo“.
Puppo: “Io voglio vedere il doppio Musetti-Sinner. Prima o poi ce lo faranno vedere, vediamo dai“.
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