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Pallamano, brusco esordio per l’Italia agli Europei: netta sconfitta contro l’Islanda

Michele Cassano

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Nazionale Islanda Pallamano (Smarason) / IPA Sport

Il cammino dell’Italia agli Europei 2026 di pallamano si apre con una netta sconfitta contro l’Islanda. “Mission Impossible” era e tale si è rivelata contro una delle squadre che punta dichiaratamente alla zona medaglie. Nella prima gara del Gruppo F, la selezione tricolore è stata travolta con lo score di 39-26 dai nordici. La cronaca di quanto successo in Svezia.

LA CRONACA

Alla Kristianstad Arena, la prima notizia è che il capitano degli azzurri (oggi in maglia bianca, ndr) – Andrea Parisini, non è a disposizione. La gara si apre subito su ritmi alti: l’Islanda passa in vantaggio con Thorkelsson, l’Italia risponde con Sirot. Arrivano i gol e anche le parate dei portieri: Hallgrímsson e Ebner rispondono presente alle sollecitazioni. Il match va veloce: Marco Mengon coglie impreparata la difesa avversaria. Al 9′ è 4-4.

Gli uomini di Bob Hanning mostrano organizzazione e coraggio. A cavallo del quarto d’ora di gioco, l’Islanda piazza un primo mini parziale sul 7-9, creato dai due gol di Kristjánsson e Kristjánsson e favorito da una sfortunata traversa in mezzo alle due reti colpita da Marco Mengon. Hanning chiama timeout, l’Italia esce bene dalla pausa, arriva un 7 metri: ma Helmersson si fa ipnotizzare da Hallgrímsson. E’ una mazzata perché sul ribaltamento di fronte arriva il 7-10 di Magnússon, che incastona la palla sotto l’incrocio.

Si corre rapidamente sul 7-12 al 20′, con Prantner che riesce a rompere il digiuno per sistemare l’Italia sul 8-12, con 4 gol di ritardo. L’Islanda capisce che è il momento di provare a forzare per allargare la forbice e così fa passando dai gol di Kristjánsson e Thorkelsson, quest’ultimo anche con la superiorità numerica, per il 10-17. Il tassametro corre, le distanze si ampliano ancora, complice un ultimo minuto terribile per l’Italia, che va negli spogliatoi sotto per 12-21; Smarason incontenibile

La ripresa viene inaugurata da un’altra sgasata islandese, mentre Manojlovic fallisce un altro 7 metri per l’Italia, sempre con Hallgrímsson a parare. La squadra allenata da Guðjónsson ristabilisce i confini del vantaggio su un +10 che rimane garantito anche con lo scorrere della gara. Al 43′ lo score trasloca sul 20-30, cambio fra i pali dell’Italia: fuori Ebner, dentro Panitti.

Si va verso la parte finale del match, con l’esito da deciso ma il risultato da definire. Prantner – ultimo a mollare – si inventa un gol clamoroso al volo su assist di Simone Mengon, con quest’ultimo poi ad andare anche a referto.

Ultimi seicento secondi, poco più, che si aprono con l’espulsione di Manojlovic, reo di aver appoggiato in maniera esagerata il gomito su Gíslason. L’Italia vede passare un’altra inferiorità numerica. Gara che si attesta sul 34-24. E’ “Garbage Time” a tutti gli effetti, al netto del fatto che la differenza reti possa essere importante. Arrivano altre reti, sino alla sirena: l’Islanda si impone 39-26.

L’Italia ora deve voltare pagina pensando alla prossima gara, ancora tostissima: contro l’Ungheria, domenica 18 gennaio alle ore 20.30. Una battaglia quella contro i magiari che sarà da dentro o fuori pensando all’eventuale passaggio del turno.

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