Sci Alpino
Pagelle superG Wengen: per Franzoni era questione di tempo, ora resti umile; Paris, meglio fermarsi?
PAGELLE SUPERG WENGEN 2026
Venerdì 16 gennaio
Giovanni Franzoni, 10 e lode: c’è un vero e proprio senso di liberazione. Quello che si prova quando si attende fortemente qualcosa per anni e alla fine si materializza concretamente. Che Giovanni Franzoni fosse un talento cristallino lo sapevamo da tanto, tanto tempo. Ha fatto fatica, ha dovuto superare un grave infortunio (patito proprio a Wengen tre stagioni fa), ma come afferma Paolo De Chiesa nella sua ‘scodata’, “se vai forte, alla fine arrivi per forza“. Era solo questione di tempo. Velocissimo nelle prove cronometrate, il lombardo non ha patito la tensione delle alte aspettative, scatenandosi con il pettorale n.1. Ha sciato in maniera impeccabile, senza commettere la minima sbavatura: alla mitica Kernen-S ha letteralmente incantato, con un approccio quasi commovente e che non ricordavamo per uno sciatore italiano. Adesso, e lo diciamo senza giri di parole, non deve montarsi la testa. Ha vinto solo una gara, la strada per diventare un campione è stata appena imboccata. Se resterà umile come è stato sin qui, allora potrà togliersi soddisfazioni importanti nei prossimi anni.
Stefan Babinsky, 8: a quasi 30 anni festeggia il primo podio in Coppa del Mondo. E’ riuscito finalmente a sfatare un tabù dopo ben quattro quarti posti. Chissà che non sia di buon auspicio anche per la nostra Laura Pirovano.
Franjo Von Allmen, 7,5: un errore alla Kernen-S gli è costato probabilmente la vittoria. Lo svizzero si conferma però sempre velocissimo: se anche sbagliando sale comunque sul podio…
Marco Odermatt, 5,5: per lui un quarto posto a Wengen, dove in superG non vince dal 2022, lascia tanto amaro in bocca. Non è stato perfetto alla Kernen-S e, soprattutto, non è riuscito a fare la differenza in alcun tratto della pista.
Mattia Casse, 6: a prima vista non sembrava una prestazione eccelsa, con qualche sbavatura di troppo. L’ottava piazza finale, favorita anche dal basso pettorale di partenza (n.2), rappresenta però una buona base di partenza in vista della discesa.
Vincent Kriechmayr, 5: dopo il successo a Beaver Creek, il veterano austriaco si è smarrito. Con quella odierna sono già cinque di fila le gare senza entrare neppure in top10.
Benjamin Jacques Alliod, 6,5: altro azzurro in crescita esponenziale. Come Franzoni, ci ha messo più tempo di altri per ambientarsi in Coppa del Mondo, ma adesso piano piano sta iniziando a raccogliere risultati interessanti. Partito con il pettorale n.43, il quasi 26enne non solo entra per la prima volta in zona punti in superG, ma chiude 18° a 2″27 da Franzoni.
Dominik Paris, senza voto: ieri non riusciva ad appoggiare la caviglia sinistra a terra dal dolore, oggi ha rischiato seriamente di cadere e farsi tanto male. La domanda sorge sponanea: a tre settimana esatte dalle Olimpiadi, ha senso gareggiare in queste condizioni? Non sarebbe più strategico fermarsi, prendersi qualche giorno di riposo e magari ripresentarsi a Kitzbuehel?