Tennis
Monaco: “Nella battaglia si è notato il piattume di Sinner. Doveva far sentire più la sua presenza scenica”
Non poteva che essere particolarmente ricca l’ultima puntata di TennisMania, trasmissione di approfondimento in onda sul canale YouTube di OA Sport con la conduzione di Dario Puppo, Guido Monaco e Massimiliano Ambesi. Nel corso della trasmissione, proprio Monaco ha commentato a caldo l’incredibile giornata vissuta agli Australian Open e contrassegnata dalla sconfitta inaspettata di Jannik Sinner al cospetto di uno stoico Novak Djokovic e dal successo di Carlos Alcaraz su Alexander Zverev dopo una maratona lunga più di cinque ore.
Per la voce di Eurosport si è trattato di un giorno storico: “Una giornata comunque memorabile, da ricordare. Per alcuni sarà stata piacevole, per altri meno. In un torneo in cui mancavano le battaglie, le abbiamo recuperate ampiamente. Sono state due situazioni molto particolari, quasi irripetibili. Credo che la partita di Alcaraz contro Zverev stesse marciando con lo spagnolo in controllo. Stessa cosa la partita di Sinner che, fino al quarto set, sembrava non destare particolari preoccupazioni, compresi i primi quattro o cinque game del quinto set. Non ho mai avuto la sensazione che Jannik potesse perdere. Poi però quando per l’ennesima volta Sinner non ha sfruttato le sue occasioni Nole è entrato in una bolla dove non sapeva neanche lui di poter tornare. E’ stato bravissimo a spingere, ad avere più coraggio”.
Monaco ha proseguito: “Ci sono due grandi rimpianti, al netto dei meriti del serbo: all’inizio del quarto set Sinner doveva uccidere la partita ed invece ha avuto un passaggio a vuoto, poi le tante palle break mancate. Siamo entrati in un mood in cui ogni palla break di Sinner lasciava l’impressione di poter essere non concretizzata. Nole si è incarnato nel ruolo di quello straordinario campione fuoriclasse che nessuno qui ha mai messo in dubbio. E’ una sconfitta che brucia, ma credo che sia giusto dare un merito a Djokovic, all’eccezionalità di questa partita. Se si gioca 100 volte la vince 99 volte Jannik; questo però non deve togliere i meriti allo straordinario sforzo fisico e mentale di Nole, sfido chiunque ad avere immaginato un epilogo del genere in fase di pronostico“.
Secondo l’analista, lo stesso serbo non si è reso conto di avere chance fino alle battute finali dell’incontro: “Secondo me all’inizio del quarto set Djokovic non ci credeva più. Non ci credeva neanche alla fine della partita. Sapete tutti quanto bene voglia a Musetti. Ma in confronto alla sfida con Lorenzo sembrava un Djokovic totalmente diverso; era un Djokovic competitivo, al servizio faceva male. Con Lorenzo era l’ombra di se stesso, era il giocatore che ci aspettavamo negli ultimi tempi. A mio avviso ha giocato bene anche il primo set. Io nel primo set ho scritto sui social e sono stato sbeffeggiato. Ho detto ‘Sinner sta facendo sembrare Djokovic un De Minaur qualunque’. Ma io parlavo del primo set, non ho la sfera di cristallo, non pensavo a questo ribaltone. Ho fatto poi un altro post in cui ho detto di essermi sbagliato. Vorrei vedere quelli che mi hanno preso in giro. Oggi per la prima volta dico che se Djokovic voleva fare almeno un’altra volta quello che ha fatto mi sta bene, ma non può reggere questo ritmo“.
Il giornalista successivamente ha puntato i fari sulla trama di gioco di Nole: “Pur avendo buone sensazioni fino a 30 minuti della fine non si dava tante possibilità. Lui si rende conto in divenire di poter fare lo scherzetto: lì ha tirato fuori la classe e la stoffa con la complicità di Sinner. Però voglio dire anche un’altra cosa: Sinner oggi ha giocato per quattro ore e un quarto una grandissima partita di tennis in termini assoluti: ha fatto record di ace, ha messo un sacco di prime, ha messo pressione al servizio, le palle corte. Era in controllo. Sì, ci si aspettava qualcosa in più. Ma Djokovic gli è entrato nel livello. Lui non se lo aspettava. L’altro faceva viaggiare la palla in modo pesante, i rovesci in lungolinea li tirava con il compasso. Ha teso una ragnatela, tecnicamente è stato poi sotto. L’altro ha tirato il meglio, lui per un punto non ha svoltato la partita. Si sono scannati per quattro ore ed un quarto. Leggo anche di un Zverev pollo: io quando parlo in questi termini scherzo, però bisogna avere rispetto per chi sta in campo tutte quelle ore. Anche lui poteva mettere le mani sulla partita, Alcaraz su una gamba sola ha fatto un’impresa pazzesca. Non facciamo passare la prestazione di Sinner come una controprestazione. Siamo d’accordo che il Sinner centralissimo non avrebbe mai perso. Ma è il bello o il brutto del tennis. Le figurine, le quote, sono la morte dello sport. Oggi è successo qualcosa di imprevedibile. Non ha vinto il più forte, ma è un bene che succeda. Dopo quello visto con Musetti era impronosticabile. Poi quando non ha chiuso il match point, sul 40-30, chiunque altro si sarebbe sciolto“.
Secondo Monaco proprio il momento di massima tensione, accentuato anche dal grande tifo da pubblico, ha fatto emergere un punto debole di Jannik: “Nel clima di battaglia un filino si è notato il piattume di Sinner. La sua presenza scenica ed agonistica doveva farla sentire di più. Ma era fresco, lucido. In lotta al quinto è mancato qualcosa. Djokovic a fine match va a rete e gli dice: ‘grazie per avermi fatto vincere una volta’. Seduto nella sua sedia è esausto ed incredulo. Fa un’impresa che c’era nella sua testa, ma ha fatto fatica a realizzare, e stiamo parlando di uno che ha vinto 24 slam. Questo dà la dimensione di quanto sia sorprendente quanto è successo, nonché difficilmente replicabile“.
E ancora sul pronostico: “Dopo cinque sculacciate di fila cosa si poteva dire. I pronostici si fanno prima, fatemi vedere i vostri post in cui pronosticate la vittoria di Nole al quinto. Parlare dopo è facile. Se è così, quando le cose le prendiamo fateci i complimenti. Con Musetti faceva più caldo, e Nole imposta una partita tatticamente folle, si è snaturato. E’ andato in confusione. Oggi lui non era troppo aggressivo, avrà pensato: a pallate non lo posso prendere, devo farlo scambiare, deve essere un match faticoso nel caso abbia dei problemi. Sinner però non ha avuto problemi, lui lo ha fregato lo stesso. Diabolico. C’è stato però un cambio di strategia a bocce ferme. Lui ha trovato feeling perché Jannik gli dava ritmo, con Musetti questo non è capitato”.
Il giornalista ha poi parlato della sfida tra Zverev ed Alcaraz: “Il tedesco ha quasi perso, ma capisce che la situazione si ribalta. Il tie-break lo porta a casa, il quarto set non doveva andare al tie-break ma ha stancato Alcaraz. Va al quinto, ma mentre l’altro si stava per sentire meglio, lui era cotto come una pera. Non è stato un pollo, era una situazione equilibrata dove la partita poteva andare da una parte o dall’altra. E’ arrivato a servire per il match quando l’altro ha giocato con una gamba servendo a 200 all’ora. Ha fatto un po’ la strategia Sinner: ha lasciato passare la nottata, ha ripreso, ed è stato eccezionale”.
Monaco è poi tornato sulle critiche social relative ad alcune sue affermazioni decontestualizzate: “Io ho detto che Djokovic è un ex giocatore. E’ chiaro che certe semplificazioni possono dare fastidio ma rientrano dentro un ragionamento molto più ampio di una puntata che dura un’ora e mezza. Credo che anche il fan più accanito di Nole non si sarebbe mai aspettato una vittoria così. Io ho questo stile qui, so perfettamente quanto è grande Nole, per questo gli chiedo di ritirarsi. Poi se si vuole prendere una frase e girarla a proprio favore buon divertimento. Quella di oggi è stata una giornata di tennis indimenticabile, ci perdiamo il bello per dei commenti inutili. Abbiamo vissuto il top di uno degli sport più affascinanti“.
Non è mancata poi una osservazione sul controverso caso legato al Medical Timeout di Alcaraz: “Carlos ha avuto un crampo che ha saputo gestire anche grazie al MTO, una regola assurda. Se c’è va applicata, tra l’altro è cambiata negli ultimi anni. E’ considerata una stanchezza ma vabbè. Oggi hanno sbagliato a concederlo. Questo non toglie che Alcaraz nel post match già guidava con il car. Ha 22 anni, in 48 ore torna tirato a lucido. Nole quelle pastiglie che ha chiesto durante il match Sinner dovrà prenderne tante con trattamenti annessi. Già l’avversario è proibitivo, in più ha quattro ore sulle spalle. Mi sembra che tutto lasci pendere la bilancia verso Alcaraz“.
Probabilmente a Sinner potrebbe essere mancata quella “garra” in più”: “Nole è maestro nel trovare qualcosa per motivarsi, magari Jannik si è approcciato a questo torneo con la pancia leggermente piena, meno cazzuto di un Alcaraz o di un Djokovic. Ma parliamo di uno che sa imparare dei propri errori. Oggi non ha perso perché lo ha sottovalutato, ha avuto un pizzico di motivazione in meno. Ha vinto Wimbledon dopo aver perso in quel modo il Roland Garros; lasciamogli un minimo di umanità, non è Terminator. Non disumanizziamo un atleta che è un ragazzo come tutti gli altri, anche se ha una grande testa. Gli appuntamenti sono tanti, mi pare che a livello di continuità sia sempre al top. Oggi cosa gli rimproveri? Doveva essere un po’ più cattivo, ma per il resto non puoi dire nulla. Riguardo Djokovic, ha fatto un cambio troppo evidente rispetto alla partita con Musetti. Lorenzo esce da questo torneo con qualcosa in più a livello di condizione. Chissà come sarebbe andata con Sinner a livello di prestazione. Ricordiamo che Jannik ha superato Parigi e la sospensione. Questa brucia ma in confronto è una passeggiata di salute. E’ stata un’anomalia della storia: è stato bello assistere a questo. Io rimarrei con lo stupore di Djokovic finale. Era stupito lui, figuriamoci noi”.