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Matteo Arnaldi in sofferenza: “In campo mi fa male, non mi diverto a giocare. Faccio iniezioni, ma…”

Stefano Villa

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Arnaldi / Lapresse

Matteo Arnaldi ha perso al primo turno degli Australian Open 2026 e ha così chiuso prematuramente la propria avventura sul cemento di Melbourne. L’ostacolo all’esordio si è rivelato insuperabile per il tennista italiano, battuto dal quotato russo Andrey Rublev con il punteggio di 6-4, 6-2, 6-3. Il numero 65 del ranking ATP non ha potuto nulla contro il numero 14 del mondo, capace di spingere con costanza nell’arco dei tre set e di spegnere qualsiasi velleità del nostro portacolori.

Il 24enne sta facendo i conti con un fastidio fisico che lo sta fortemente debilitando, come ha raccontato al termine dell’incontro: “È andata peggio del previsto. Sapevo di non essere al 100% e stiamo migliorando, ma oggi ho iniziato a sentire più fastidio del solito rispetto agli allenamenti. Nel secondo e terzo game ho fatto un paio di scivolata e ho iniziato a sentire fastidio, da lì in poi è stato un match difficile. È difficile perché mi porto avanti questo problema che in teoria è risolto, ma in campo fa male e dovremo trovare una soluzione“.

Matteo Arnaldi ha poi proseguito:Ci stavo convivendo e per un periodo è andata bene, ma ora inizia a essere un po’ troppo. Non mi sto allenando come voglio, sto giocando poco: dovrebbe essere passato e non lo è, entro in campo e non sono favorito con nessuno. Quello che faccio bene dà fastidio a un avversario come Rublev, ma non posso farlo. Oggi si è visto chiaramente. Non mi sto divertendo a giocare a tennis così perché sono in sofferenza dal primo all’ultimo punto, dovremo capire perché fa male anche se non dovrebbe“.

La delusione del tennista italiano è palpabile:L’unica soluzione sono le iniezioni che tolgono il dolore, ma il problema è che è passato e che non capiamo. A me fale come prima, quando c’era una microfrattura che ora non c’è. In campo ho molto male, si nota, inizio le partite in sofferenza, mi fa male e non mi diverto. Il mio gioco è di muovermi e stare più in campo dell’altro, non servizio e dritto. Voglio tornare dove ero e so che ho il livello per poter salire, ma ora non riesco a finire una partita“.

Cosa lo attende all’orizzonte?L’idea è di fare tornei americani come l’anno scorso, ma non ho idea: ho male e giocare così non ha senso. In allenamento va meglio, per un’ora riesco a giocare, ma per come gioco io un’ora di partita non succede“.

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