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Martino Carollo: “In staffetta mi vedrei adatto alla terza frazione. Il duro lavoro può pagare, Pellegrino un esempio”

Edoardo Diamantini

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Carollo / IPA Sport

Martino Carollo è forse la vera grande rivelazione della stagione olimpica per la Nazionale italiana maschile di sci di fondo, che sembra aver trovato finalmente una pedina perfetta da schierare nella terza frazione della staffetta, oltre ad un elemento di ottimo livello nella gare in tecnica libera sulla lunga distanza. Il 22enne di Borgo San Dalmazzo, autore di un notevole salto di qualità rispetto allo scorso inverno, arriverà con ambizioni importanti ad affrontare il suo debutto olimpico sulle nevi della Val di Fiemme.

L’inizio di stagione è stato folgorante, con l’ottavo posto di Ruka e il nono di Trondheim. Cosa è successo prima del Tour de Ski, dove invece hai fatto tanta fatica?
“L’inizio è stato davvero buono, dove tutto è sempre andato nel verso giusto. Poi nel weekend a Davos mi sono ammalato, ho provato a recuperare in vista del Tour de Ski, ma purtroppo là durante le prime due tappe ho capito che non ero ancora nella giusta forma. Così purtroppo ho dovuto optare per abbandonare e andare a casa e prendermi del tempo in più per il recupero e l’allenamento”.

A Oberhof sei tornato ad esprimere un ottimo livello nella sprint, meno nella gara di distanza. Per i Giochi conti di tornare al 100% della forma?
“Dopo questo periodo di ripresa post malattia, e quindi anche un periodo di stop dalle gare, le tappe di Oberhof e Goms hanno l’obiettivo di riprendere a pieno il ritmo di gara e poter arrivare nel periodo olimpico di nuovo al meglio”.

Da fuori si percepisce in te una grinta innata e una determinazione che ti porta a superare i tuoi limiti per raggiungere gli obiettivi prefissati: è davvero così?
“È un atteggiamento che ho sempre avuto, anche tutti i giorni in allenamento dove credo che il duro lavoro possa pagare. Dare il meglio di me in quello che faccio è sempre stata la mia filosofia e appunto certe volte anche in gara mi ha permesso di raggiungere quel qualcosa in più”.

L’Italia, nonostante sia padrona di casa e abbia disputato una buona stagione, avrà solo 6 posti nello sci di fondo maschile: una situazione che non rende giustizia.
“È davvero un peccato. Secondo me sarà ingiusto non poter avere i migliori atleti per ogni format di gara o avere anche carte di riserva…Un evento così importante come l’Olimpiade merita di avere il meglio in ogni gara e avendo un contingente così ridotto complica davvero il tutto. Se in alcune gare ci saranno posti vuoti saranno davvero occasioni sprecate”.

Federico Pellegrino ti dà dei consigli? E quanto è stato importante il suo modello per la tua crescita?
“Sicuramente avere lui come esempio e riferimento è molto utile per la mia crescita. Quando sono arrivato in Coppa del Mondo era tutto nuovo per me e avere una figura come lui con tanti anni di esperienza è stato molto istruttivo. Lui sa dare consigli su come interpretare al meglio ogni tracciato, perché ci ha già corso, vinto e perso”.

Hai dimostrato di rendere bene in entrambe le tecniche, ma cosa preferisci tra skating e alternato?
“Preferisco lo skating, mi diverte anche molto di più e sento che al momento riesco a rendere di più. In alternato sto migliorando, ma ho ancora più alti e bassi”.

Sullo sprint puro invece bisogna ancora lavorarci: possiamo definirlo il tuo punto debole, per ora?
“Sì, sicuramente è quello che mi manca ancora un po’, un mix tra esplosività e miglioramento tecnico che mi possa permettere di essere più veloce. È importante secondo me perché ormai il livello tra gli atleti è sempre più simile e spesso ci si gioca tutto sempre gli ultimi metri”.

Premesso che la scelta spetterà ai tecnici. Ma se potessi scegliere, per quale delle quattro frazioni della 4×7,5 km ti sentiresti più adatto?
“La staffetta sarà forse la gara più emozionante e non vedo l’ora di prenderne parte. Io preferendo lo skating, mi vedrei bene nella terza frazione per poi dare il cambio a qualcuno un po’ più veloce di me per lo sprint finale. È una gara a cui come squadra crediamo davvero molto e so che avremo grandi possibilità di fare bene”.

Un’Olimpiade in casa a 22 anni è un’opportunità rara: con quali obiettivi da raggiungere?
“È davvero fantastico poter già prendere parte a un’Olimpiade e farlo in casa rende tutto ancora più bello ed emozionante. Tra le altre cose sarà su una pista che mi piace davvero tanto, che conosco bene e dove negli ultimi anni ho trascorso parecchio tempo, essendo la sede delle Fiamme Oro a Moena”.

Quando hai capito di poter fare strada nello sci di fondo?
“Il mio primo obiettivo era poter fare l’atleta come lavoro e 3 anni fa le Fiamme Oro mi hanno arruolato permettendomi di farlo. Da quel momento ho capito che avevo un’occasione incredibile e se mi fossi dedicato, quasi con ossessione, avrei potuto costruire la mia strada. Qualche mese dopo poi, ho partecipato alla mia prima coppa del mondo e piano piano cerco di alzare sempre di più l’asticella”.

Dove vuole arrivare Martino Carollo nella sua carriera?
“Se il mio primo obiettivo era essere un’atleta, il secondo era prendere parte alle Olimpiadi, adesso voglio solo più arrivare a raggiungere la mia migliore versione possibile, il mio 100% migliorandomi attraverso esperienze e allenamento. Esattamente non so a cosa questo possa corrispondere, ma voglio credere possa essere una medaglia olimpica individuale”.

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