Tennis
Lorenzo Musetti, ora il tabellone diventa un Everest. Avversari di alto profilo per meritarsi Djokovic
Una partita più complicata, quella contro il belga Raphael Collignon, una diventata meno dura delle previsioni, quella con il suo omonimo Lorenzo Sonego. Per Lorenzo Musetti, finora, gli Australian Open 2026, i primi da top 5 della classifica mondiale, non sono stati proprio ricchi di tranquillità. E adesso arriva anche qualcosa di più, l’inevitabile innalzamento del livello che si verifica dal terzo turno in poi. Un terzo turno che, va detto, il toscano ancora non è mai riuscito a superare a Melbourne. Andare oltre, in questo caso, vorrebbe dire cercare di farsi strada verso il numero 3 del mondo.
Intanto, però, c’è da affrontare Tomas Machac. Un solo confronto tra i due, datato 2024, e a Marsiglia era tempo di secondo turno. Vinse il ceco per 6-3 6-2, in quella che era una fase non esattamente facile per Musetti, preso com’era tra un periodo difficile a livello tennistico e la consapevolezza di essere vicino a una paternità che sarebbe giunta il 5 marzo. Di lì in avanti le cose sarebbero cambiate, e il 2025 avrebbe dato ancor più credito al classe 2002 di Carrara quale grande protagonista del tennis mondiale. Va anche detto che non è sorprendente che sia Machac, e non Tsitsipas, il prossimo avversario: dopotutto, per uno scherzo del destino, il ceco è entrato nei primi 30 questa settimana (numero 24, per l’esattezza), ma quando sono state determinate le teste di serie era di poco fuori, e per questa ragione il greco vi era ancora rimasto. Si tratta, però, di uno dei giocatori più caldi del momento: è a 7 vittorie di fila.
Il tutto per spiegare perché sarebbe un segnale importante battere Machac in una proiezione ottavi di finale. Ci si può facilmente immaginare Taylor Fritz dall’altra parte della rete: appare complesso pensare che Stan Wawrinka, a quarant’anni e dopo una battaglia vinta al quinto set contro il francese Arthur Gea, possa prendere una pozione ringiovanente e tornare quello delle grandi battaglie contro Novak Djokovic proprio sulla Rod Laver Arena. Fritz finora un set l’ha perso, contro il francese Valentin Royer all’esordio, e nel caso ci sarebbe un dato tutto particolare. L’americano e Musetti, infatti, hanno giocato praticamente in qualunque condizione di gioco nota tranne il veloce all’aperto, in una situazione che vede i precedenti sul 3-3 e con il picco rappresentato dal quarto di Wimbledon 2024 vinto in cinque set dal carrarino.
Djokovic, si diceva. I primi due impegni, contro Pedro Martinez e Francesco Maestrelli, non hanno destato particolari preoccupazioni per il serbo, che dovrà però alzare ora l’asticella, perché l’olandese Botic van de Zandschulp si è mostrato in buono stato. Forse, però, per il 10 volte campione di Melbourne la prospettiva più complicata è un’altra: Jakub Mensik agli ottavi, e lì, con il ceco che lo ha sconfitto in finale a Miami nel 2025, si vedrà se davvero potremo assistere a una nuova scalata verso i quarti dell’uomo che ha eletto Melbourne a suo feudo dal 2008 almeno fino al 2023. E sarebbe senz’altro una prospettiva non da poco, quella di un altro Musetti-Djokovic ai quarti di finale. Si potrebbe vedere a che punto è il toscano, come sta il serbo, mille altre variabili. Il percorso meno facile ce l’ha senza dubbio il numero 2 azzurro, ma in questo senso potrebbe esserci una nuova era nata per lui: quella dell’uomo che, nonostante le difficoltà crescenti, sale anche lui di rendimento con le stesse. Melbourne è una sorta di primo banco di prova.