MotoGP
La Ducati “snobba” Bagnaia: “Faremo di tutto per rinnovare Marc Marquez, poi penseremo all’altro pilota…”
“Abbiamo detto che la priorità è rinnovare Marquez. Una volta che sapremo se Marc continuerà con noi o meno, penseremo all’altro pilota”. Parole e musica di Davide Tardozzi, team principal di Ducati. Dichiarazioni che, ovviamente, fanno discutere e faranno “rumore”. Appare evidente come sia lo spagnolo il fulcro della scuderia di Borgo Panigale, con Pecco Bagnaia che viene messo in secondo piano anche a livello verbale. Il Mondiale di MotoGP 2026 è ancora lontano ma, e di questo ne siamo sicuri, vivrà anche e soprattutto sulle trattative di mercato piloti in vista di una rivoluzione, tecnica e di line-up, verso il 2027.
Davide Tardozzi chiarisce il suo ragionamento: “Abbiamo detto che la priorità è rinnovare Marquez. Marc ha sul tavolo offerte molto interessanti, ovviamente. A livello tecnico ed economico, abbiamo un’opportunità, lui conosce noi e noi conosciamo lui, questo ci permette di aspettare un po’ perché abbiamo un buon feeling, ma ci vuole ancora un po’ di tempo per prendere una decisione. Speriamo che la prenda presto e che sia quella di continuare con Ducati, ovviamente. Ma ci ha chiesto un po’ di tempo e noi glielo abbiamo concesso”. (Fonte: Motorsport.com).
Come detto, quindi, poi toccherà al “secondo pilota”, ovvero Francesco Bagnaia. “Una volta che sapremo se Marc continuerà con noi o meno, penseremo all’altro pilota. Quello che è chiaro è che se Marquez decidesse di andarsene, la priorità sarà rinnovare Bagnaia”. Una situazione che viene messa nero su bianco e che, per usare un eufemismo, non farà troppo piacere al nativo di Torino, ora trapiantato a Pesaro. Viene ufficializzato il suo ruolo di seconda guida all’interno del team Factory e il rischio che i rapporti possano andare ulteriormente ad incrinarsi è dietro l’angolo.
Il nativo di Ravenna classe 1959 racconta Marc Marquez: “Prima che arrivasse alla Ducati sapevo che Marc era un grande pilota, non avevo dubbi. Quello che ho potuto scoprire quest’anno lavorando con lui è che è ancora migliore come persona. Dal punto di vista umano, a livello di professionalità, di gestione delle relazioni, è incredibile. E soprattutto è un leader. Il pilota non può essere solo un campione, deve essere il leader all’interno del box, e lui lo è senza nemmeno parlare. Entra nel box e la gente è attenta e sa già cosa deve fare. Si avvia verso la fine della carriera? Penso che a 40 anni Marc potrà ancora vincere e quando ne avrà 45, e che sia con le biciclette o con lo skateboard, avrà la stessa voglia di vincere che ha adesso”.
Il rapporto tra lo spagnolo e Pecco Bagnaia, a quanto pare, nasconde dei risvolti interessanti: “Nei momenti di grande difficoltà di Pecco, soprattutto in due occasioni molto specifiche, Marc mi ha detto di fare o non fare certe cose per non disturbarlo, perché stava andando molto bene ed era preoccupato di non turbare la sua serenità. Non l’avevo mai visto in nessun altro pilota. Un comportamento di aiuto e di difesa, cercando di smorzare l’entusiasmo per le sue vittorie. Non voglio dire in quale momento e dove si sono verificate queste due situazioni, perché non sarebbe giusto, ma ha dimostrato un modo di essere che, a mio parere, è quello di una grande persona, di una persona molto buona”.