Tennis
Juan Carlos Ferrero: “Mi manca Alcaraz, non ha limite. Può diventare il migliore della storia”
Juan Carlos Ferrero parla con il tono di chi ha chiuso un capitolo fondamentale della propria carriera, ma non ha affatto voltato pagina sul piano emotivo. Le sue dichiarazioni restituiscono l’immagine di un rapporto profondo con Carlos Alcaraz, costruito negli anni su fiducia, dialogo e crescita reciproca, e interrotto non senza dolore.
“Guardo i risultati. Non ho visto partite intere, solo qualche immagine. So che sta giocando molto bene, che è molto maturo e sereno, e sono felice che le cose vadano bene a lui e a tutto il team. Non sto seguendo molto tennis. Non ho ancora quel ‘prurito’ di sedermi e guardare una partita dall’inizio alla fine“, ha dichiarato Ferrero.
“Ora sto meglio. Ho parlato con Carlos e ci siamo salutati in modo splendido, e questo mi ha aiutato tantissimo. Abbiamo aspettato che passasse un po’ il terremoto e poi abbiamo parlato con calma. Da lì sono riuscito a rimettermi in piedi e ad andare avanti. Si sono verificate delle circostanze per cui si è detto di no per ragioni interne, e non me ne pento. Mi manca stare con Carlos, mi manca essere in Australia, ma perché avevo una routine di tanti anni che non si cancella in due mesi. Intorno a lui ci sono molte persone che danno la loro opinione, com’è normale, persone del suo entourage che lo aiutano a prendere decisioni così importanti”, ha aggiunto a El Partidazo de COPE.
Un ritorno in futuro? “Questo non si può mai sapere. Ci siamo lasciati molto bene, ci siamo detti tutto quello che dovevamo dirci e abbiamo chiuso nel modo giusto. Un no definitivo non si può mai garantire. Abbiamo vissuto qualcosa di molto bello. Il nostro è stato un rapporto basato sul dialogo, in cui entrambi abbiamo sempre detto ciò che pensavamo e lavorato molto bene insieme. C’è un affetto e un’amicizia enormi. È una rottura professionale, ma l’amicizia resta. Gli ho sempre parlato in modo chiaro. Non sono stato affatto così esigente come dice la gente. Mi sono adattato anche io al mio giocatore. Più che controllo, erano consigli. Anch’io ci sono passato, ed è un modo per evitare che vada a sbattere contro un muro. Alla fine era lui a prendere le decisioni“.
E sui limiti di Carlitos: “Lui è più giovane e si riprende prima, ma deve andare avanti. Non possiamo porre limiti ad Alcaraz. Il limite è altissimo. Può diventare il migliore della storia: per riuscirci dovrà restare motivato ogni anno e sperare che gli infortuni lo rispettino. Ha le qualità per raggiungere i numeri di Djokovic, ma bisognerà vedere stagione dopo stagione“.