Tennis

Jannik Sinner: “La pelle chiara forse è il mio problema. Mi sono sdraiato 5 minuti sul lettino”

Giandomenico Tiseo

Pubblicato

il

Sinner / LaPresse

Un match epico, una prova di carattere che vale molto più di una semplice vittoria. Jannik Sinner conquista gli ottavi di finale degli Australian Open al termine di una battaglia durissima contro Eliot Spizzirri, piegato in rimonta con il punteggio di 4-6, 6-3, 6-4, 6-4 dopo quasi quattro ore di gioco. Una partita in cui è successo davvero di tutto, tra difficoltà fisiche, caldo estremo, cambiamenti tattici e una forza mentale che ha permesso all’azzurro di restare in piedi quando la giornata sembrava poter prendere una piega sportivamente drammatica.

L’avvio è tutto in salita per Sinner, irriconoscibile nel primo set, perso 6-4 contro un avversario molto più solido e pericoloso di quanto dica la classifica (numero 85 ATP). La reazione arriva nel secondo parziale, ma nel terzo set l’azzurro deve fare i conti con i crampi, che ne limitano vistosamente i movimenti. È il momento più complicato del match. La chiusura del tetto, decisa per l’attivazione del protocollo caldo, diventa però un passaggio chiave: una pausa che consente a Sinner di recuperare parzialmente, senza risolvere del tutto il problema fisico, ma abbastanza per restare competitivo.

Da lì in avanti emerge il carattere del numero uno italiano, capace di adattare il proprio gioco, abbassare il ritmo, scegliere con maggiore lucidità le soluzioni e chiudere i conti contro uno Spizzirri combattivo, solido e mai domo. Una vittoria che vale anche un derby tutto azzurro agli ottavi di finale, dove Sinner affronterà Luciano Darderi.

Al termine del match, in conferenza stampa, Jannik ha analizzato con grande lucidità quanto accaduto in campo. “Sono molto contento per oggi. Per la prossima partita vedremo cosa succederà. Con Darderi ci siamo allenati solo una volta insieme, quindi non tantissimo. Ma sono molto felice di avere sicuramente almeno un italiano nei quarti di finale: in uno Slam è una cosa fantastica“.

Il caldo ha inciso in maniera evidente sull’andamento dell’incontro, soprattutto nel terzo set. “Oggi faceva davvero caldo. Ho iniziato ad avere un po’ di crampi, che poi col tempo sono lentamente spariti. Ora conosco un po’ meglio il mio corpo e cerco di gestire queste situazioni in modo migliore. Nel momento in cui hanno chiuso il tetto, ci è voluto un po’ di tempo: ho cercato di sciogliermi e questo mi ha aiutato. Ho anche cambiato leggermente il modo di giocare alcuni punti“.

L’azzurro ha poi reso merito all’avversario, spiegando le difficoltà incontrate: “Ho avuto la sensazione che si muovesse molto bene, soprattutto con il rovescio, sbagliando pochissimo. Capiva bene quanto rischiare. Ho provato a cambiare ritmo e velocità ed è stato fondamentale. È un grande giocatore, alla sua prima volta qui in Australia a questo livello: gli auguro davvero il meglio“.

Sui crampi, un tema che lo accompagna ormai da qualche stagione, il pusterese non cerca alibi: “Da due anni andiamo a Dubai anche per abituarci a queste condizioni. A volte però non c’è una vera spiegazione: per esempio non ho dormito benissimo la notte scorsa. Può succedere. L’importante è cercare sempre di recuperare e trovare un equilibrio. Oggi anche le regole mi hanno aiutato, con i dieci minuti dopo il terzo set“.

Alla domanda sulla possibile componente genetica e sulla difficoltà di giocare con il caldo, essendo una persona dai capelli rossi e con carnagione chiara, Sinner risponde con realismo: “Non lo sappiamo. Di sicuro, come ho detto prima del torneo, fisicamente mi sento bene. Anche mentalmente. L’unica cosa che a volte puoi fare è lottare. Vedremo. È sicuramente un’area in cui mi piacerebbe migliorare. C’è un motivo se vado in palestra ogni giorno, cercando di diventare migliore. Allo stesso tempo, però, ogni giocatore ha i suoi piccoli problemi. Forse questo è il mio. Non si sa. Ma di sicuro c’è margine di miglioramento, e sono abbastanza certo che faremo tutto il possibile per migliorare in modo positivo. Poi vedremo come andrà“.

Fondamentale anche il lavoro mentale, soprattutto nei momenti più delicati del match: “Cerco di restare positivo. Se entri in campo pensando in modo negativo, probabilmente arriveranno più cose negative. Oggi sono stato fortunato, ma so anche quanto lavoro faccio ogni giorno. Non sempre trovi una soluzione, ma con la giusta mentalità aumenti le possibilità“.

Rivelatore anche il racconto della pausa durante la chiusura del tetto: “Non ho fatto nulla di particolare. Nessun trattamento, non è consentito. Ho fatto stretching, mi sono sdraiato cinque minuti per rilassare i muscoli e abbassare la temperatura corporea. Mi ha aiutato“.

Nella parte finale della conferenza, Jannik ha spiegato il cambio tattico decisivo nel terzo set: “C’era una strategia. Ho cercato di muovere la palla pensando sempre al colpo successivo, così mi sono mosso meno. Inoltre, contro un avversario che non conosci bene serve tempo per capire come gioca».

E sul valore di queste partite “di sopravvivenza”, l’azzurro è chiaro: “Due settimane di torneo sono lunghissime. Nella prima settimana uno Slam non lo vinci, lo puoi solo perdere. Oggi sono sopravvissuto. Se riesco ad alzare il livello, bene. Se no, darò comunque tutto quello che ho, come oggi“. Infine, uno sguardo al derby con Darderi: “È un giocatore completo, serve molto bene, combatte su ogni punto. Sarà una partita interessante. Sono molto contento di essere di nuovo nella seconda settimana di uno Slam e di vedere ancora tanti italiani in gara. Speriamo in una bella partita“.

Dichiarazioni da Vanni Gibertini

Exit mobile version