Nuoto

Irene Burato: “Vario gli stili di allenamento per evitare problemi alle ginocchia. 50 rana a Los Angeles? Non cambia molto”

Alessandro Passanti

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LaPresse

Irene Burato è stata l’ospite dell’ultima puntata di Talent Zone, programma in onda sul canale Youtube di OA Sport. La nuotatrice classe 2007 si è raccontata tra presente e futuro, tenendo bene a mente che la carta d’identità la sta mettendo proprio agli inizi della sua carriera.

La nativa di Thiene, specialista della rana, ha iniziato il proprio racconto sin dalle sue origini: “Fin da piccola ho sempre fatto un po’ di tutto: ho fatto i misti e li faccio tutt’ora, ma la rana è quella che mi viene meglio, in maniera naturale, quando la nuoto non ci penso. La chiamo “la mia rana” e mi viene più semplice a differenza del delfino. I 50 dorso del Settecolli? Diciamo che sono stati un caso. Era un periodo particolare, tra la Maturità e gli Europei junior. Per quel motivo ho scelto di non fare le mie gare e sono andata solo per divertirmi”.

Una gara che Irene Burato vorrebbe rivivere?Quella in cui mi sentivo meglio, senza dubbio, sono stati i Campionati Assoluti di aprire 2024, una manifestazione nella quale ho fatto bene tutte le gare. A livello di risultati, invece, non posso non dire gli Assoluti di dicembre 2025. La prima medaglia della mia carriera. Non la scorderò mai. Dopo il quarto posto finalmente era arrivata”.

Un podio che per la veneta ha rappresentato una sorpresa: “Ero partita nel mese di settembre con tante difficoltà. Avevo ripreso a nuotare tardi, il 24 settembre, e avevo registrato qualche impiccio emotivo, personale e fisico. Facevo davvero tanta fatica ma, come si sa, dopo una stagione così lunga ci può stare. La convocazione per gli Europei in vasca corsa di Lublino non me l’aspettavo. Diciamo che è stata un premio, una esperienza di crescita personale e sportiva. Sono andata super tranquilla, sapevo che non avevo nulla da perdere e ho abbassato di tanto i miei personali. In poche parole ero tranquilla e non avevo aspettative. Si lavorava bene, come stiamo tutt’ora lavorando bene. Non avevo ansia anche se ero al fianco di rivali fortissime”.

La nostra portacolori prosegue:Mondiali ed Europei jr mi hanno vista entrambi al quarto posto. Penso che, come successo agli Assoluti, avessi tutte le carte per fare medaglia, ma la condizione fisica e mentale non erano quelle giuste. Per fare un esempio, avevo dato la Maturità il giorno prima di partire”. 

Irene Burato parla poi del salto di qualità che ha messo in mostra: “Nei 100 rana sono migliorata di 3 secondi. Ripeto, da settembre ho fatto fatica ad allenarmi e sono molto felice di essere migliorata, vuole dire che se anche se non sono in forma al massimo posso fare bene. Prima ero molto chiusa e pensavo troppo. Ora, anche prima della 4×50 di Lublino, mi sentivo più leggera e tranquilla. Capisco di essere in gara solo quando entro in acqua”.

La ranista classe 2007 passa poi ad analizzare i suoi allenamenti:Se nuoto troppo a rana ho un po’ di problemi alle ginocchia, quindi vario gli allenamenti con diversi stili. A livello generale siamo divisi in 2 gruppi di 9 persone ma, durante le vacanze natalizie, siamo tutti insieme. Un modo che a me piace molto. Con la squadra mi diverto, rido, chiacchiero ed a volte vengo anche ripresa – sorride – Penso sia fondamentale. Allenarmi da sola non fa per me”.

Per chiudere uno sguardo un po’ più in avanti:A Los Angeles 2028 ci saranno anche i 50. Una cosa positiva per chi fa solo queste distanze. Dal mio punto di vista non è cambiato nulla. Ho già detto al mio allenatore quale sarà la mia linea da seguire nei prossimi anni”. 

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