Sci di fondo

Il ‘mostro’ Cermis decide il Tour de Ski 2026: pendenze estreme, cosa aspettarsi dagli azzurri

Federico Rossini

Pubblicato

il

Pellegrino / IPA Sport

Le pendenze medie sono attorno al 12%, quelle più elevate arrivano molto vicine al 30%; 420 i metri di dislivello per quella che è la salita del Cermis, l’atto conclusivo del Tour de Ski 2026. Un momento, questo, che è ormai tradizionale anno dopo anno. Ne sono passati venti, e questa scalata è ancora pronta a dare emozioni una dopo l’altra.

In realtà, emozioni sì, ma molto probabilmente solo per gli altri posti sul podio. Impossibile, del resto, raggiungere da una parte Johannes Hoesflot Klaebo e dall’altra Jessie Diggins: per il norvegese e l’americana sono già pronti in tasca 300 punti che in condizioni normali renderebbero difficile l’avvicinamento in classifica di Coppa del Mondo. Da quando, però, i sistemi di punteggio sono cambiati, non si può certo dire la stessa cosa in una situazione nella quale con la seconda posizione si prendono 285 punti e con la terza 270, tanto per fare due esempi.

Ci sarà il tentativo di qualcuno di fermare il poker norvegese dietro Klaebo (Heggen a 1’23”, Stenshagen a 1’29” e Amundsen a 1’37”. La speranza italiana è quella di Federico Pellegrino, che il podio al Tour de Ski l’ha già sfiorato: sarebbe il quarto azzurro a raggiungerlo dopo Giorgio Di Centa, Arianna Follis e Marianna Longa. Vero è che in casa Italia anche Elia Barp ha l’opportunità di chiudere bene, verso una top ten che avrebbe ottima dignità e ne confermerebbe lo stato di crescita costante, sicura. Per adesso resta però il dilemma di come cambierà la classifica dopo la scalata, ricordandosi di come l’anno scorso l’unico nei primi dieci dell’attuale top ten del Tour de Ski fosse proprio Pellegrino (vinse Krueger su Vermuelen ed entrambi nella fattispecie non ci sono).

Per quel che riguarda le donne, invece, fatta salva l’irraggiungibilità di Diggins e il fatto che la finlandese Jasmi Joensuu non abbia in questa scalata esattamente la cosa migliore da fare, ecco che si deve tenere d’occhio qualsiasi cosa in relazione al podio. Compreso un potenziale ritorno di Heidi Weng, non tanto peregrino visto che la norvegese è regolarmente una cliente di spicco dell’ultima fatica del Tour de Ski. Con 48 secondi di ritardo dal duo Ilar-Matintalo, per lei c’è una chance notevole di prendersi la piazza d’onore qualora le due citate non riuscissero ad avere il giusto ritmo nella più atipica prova del circuito mondiale. In casa Italia si cercherà di capire se Caterina Ganz potrà tentare l’assalto alla top ten: obiettivo non facile, ma nemmeno impossibile per le infinite variabili possibili.

Exit mobile version