Hockey ghiaccio
Hockey ghiaccio femminile, Gabriella Durante: “Abbiamo consapevolezze importanti, mettiamo a frutto quanto fatto”
Capacità di stupire e voglia di non nascondersi. La Nazionale italiana femminile di hockey su ghiaccio vuole vivere appieno le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 magari provando ad ambire a qualcosa di importante e storico.
Il primo obiettivo, dopo mesi di lavoro, è quello di vincere la partita inaugurale del cammino a Cinque Cerchi: quella contro la Francia, di giovedì 5 febbraio alle ore 14.40, propedeutica per l’eventuale passaggio del turno verso i quarti di finale del torneo olimpico.
A fare il punto della situazione, dal ritiro di Egna, è stata Gabriella Durante, estremo difensore azzurro di origini italo-canadesi che alle pagine del sito federale FISG ha detto: “Sogno di giocare le Olimpiadi invernali con la maglia azzurra. Quando ho completato le procedure burocratiche mi sono subito informata su come fare per poter avere questa possibilità, ci tengo molto e sono contenta di quanto fatto”.
Poi sui lunghi raduno in Canada ha aggiunto: “Credo che stare così tanto tempo insieme abbia rafforzato lo spirito di squadra e la sensazione di far parte di una famiglia. Personalmente penso di essere migliorata come atleta, anche perché eravamo in un contesto completamente dedito all’hockey considerando anche che durante l’inverno a Montréal fa molto freddo, quindi vivevamo tra pista e palestra”.
Sul ruolo del portiere: “Cerco sempre di essere fredda e lucida durante ogni azione di gioco, la calma è fondamentale per il mio ruolo. Essendo alta 180 centimetri mi considero “grande” come portiere e cerco di far valere questa mia caratteristica. Lavoro molto sulla lettura e sul provare ad anticipare a livello di pensiero le avversarie, sin da quando sono piccola ho sempre seguito l’hockey su ghiaccio e cerco di mettere in partita la conoscenza acquisita”.
Sul giocare in casa e puntare a essere fra le migliori: “Avremo tanta pressione perché giocheremo sul palcoscenico più importante di tutti, ed essere alle Olimpiadi è prima di tutto un onore. Cerco quindi di vedere questo aspetto come un punto di forza, perché vuol dire che posso avere un ruolo in qualcosa di importante. Il grosso del lavoro ormai è stato fatto, ora penso che l’ultima parte sia quella legata alla fiducia che dovremo avere verso noi stesse. Crediamoci e portiamo in pista tutto quello che abbiamo fatto durante gli ultimi mesi, che sono stati lunghi ma ci hanno lasciato consapevolezze importanti”.