Editoriali

Giada D’Antonio e Anna Trocker alle Olimpiadi: no meritocrazia, ma futurismo. Tante le scontente

Federico Militello

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Giada D'Antonio / FISI Pentaphoto

Alea iacta est, il dado è tratto. Le scelte, dopo lunghe ore di riflessione, sono state effettuate. Tra le undici convocate dell’Italia nello sci alpino femminile figurano anche due ragazzine, rispettivamente di 16 e 17 anni: Giada D’Antonio ed Anna Trocker. Una chiamata che stupisce solo in parte, anzi si era intuito che sarebbe finita così sin da fine dicembre, quando entrambe furono convocate per la tappa di Coppa del Mondo a Semmering. Viene da chiedersi se si tratti di una scelta giusta.

NIENTE MERITOCRAZIA

Se guardiamo l’aspetto etico, di sicuro non è la scelta corretta. Non è meritocratica in alcun modo. Cos’hanno fatto Giada D’Antonio ed Anna Trocker sul campo per meritarsi la convocazione? Niente. Nessuna delle due si è mai qualificata per la seconda manche in Coppa del Mondo: la campana ha disputato sin qui tre slalom, mentre l’altoatesina quattro giganti ed uno slalom. E’ vero, entrambe sono andate molto vicine all’obiettivo: Trocker fu la seconda delle escluse nel gigante di Semmering, mentre ieri D’Antonio nello slalom di Spindleruv Mlyn ha mancato l’approdo tra le migliori 30 per un solo centesimo. Ma l’aver solo sfiorato una qualificazione rappresenta una discriminante meritevole di una kermesse come i Giochi Olimpici?

Parliamo di due ragazzine in piena fase di formazione ed apprendistato. Nessuno nega che dispongano di un talento non comune. Trocker in questa stagione ha vinto due gare nel circuito nordamericano della Nor-Am (una in gigante ed una in slalom), mentre nel medesimo contesto ha fatto molta più fatica D’Antonio, collezionando ben quattro uscite consecutive nell’ultima trasferta canadese. I risultati della campana non sono stati dunque strabilianti neppure nel circuito minore: di fatto si è messa in luce per davvero solo in qualche gara FIS. Per fare un paragone con il tennis, è come se si fosse distinta solo nei Futures, che nella gerarchia di importanza vengono dietro tornei ATP e Challenger.

Se ci limitiamo dunque ai soli risultati, Trocker e D’Antonio non avrebbero meritato la convocazione. Premesso che, escluse Lara Della Mea e Martina Peterlini, la terza italiana nella classifica di specialità (Emilia Mondinelli) occupa la quarantesima posizione. Tuttavia, se le prestazioni devono pur contare qualcosa, allora c’è chi ha fatto meglio. La più costante è stata proprio Emilia Mondinelli, capace di strappare per tre volte in stagione il pass per la seconda manche in Coppa del Mondo, con l’apice del 20° posto di ieri in Cechia. Il picco tra le emergenti lo ha registrato la 21enne laziale Giulia Valleriani, 18ma a Kranjska Gora, senza dimenticare il secondo posto nella classifica di slalom in Coppa Europa. Una qualificazione anche per Beatrice Sola, 26ma a Kranjska Gora. Come non menzionare poi Alice Pazzaglia, reduce da ben tre piazzamenti consecutivi in zona punti in gigante, nonché in testa alla classifica di Coppa Europa di slalom. Viene da pensare che Mondinelli, Valleriani, Sola e Pazzaglia qualche domanda sulla mancata convocazione potrebbero farsela…

LA SCELTA LUNGIMIRANTE 

C’è però il rovescio della medaglia. Tecnici e Federazione, preso atto che le atlete elencate in precedenza non avrebbero comunque potuto spostare gli equilibri relativi al bilancio finale della spedizione italiana, hanno optato per una visione futurista. Ai piani alti Anna Trocker e Giada D’Antonio, senza girarci attorno, vengono considerate le potenziali eredi di Federica Brignone e Sofia Goggia. Si ritiene che lo sci alpino femminile italiano poggerà le sue fondamenta su di loro nei prossimi anni. Da qui la decisione di concedere a queste due ragazzine la grande ed irripetibile occasione di una Olimpiade casalinga. Non certamente per fare risultato, ma per forgiare la personalità ed accumulare una importante esperienza sportiva e di vita. Che poi sia anche la scelta corretta, questo sarà solo il tempo a giudicarlo. Peraltro entrambe disputeranno addirittura due gare: oltre allo slalom, ci sarà spazio anche per la combinata a squadre, nuovo format olimpico in cui ogni nazione più schierare al via quattro coppie (discesista + slalomista).

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