Tennis

Eliot Spizzirri: “Sarà divertente affrontare Sinner, è uno dei migliori al mondo”

Mattia Fierro

Pubblicato

il

Eliot Spizzirri/La Presse

Sarà Eliot Spizzirri l’avversario di Jannik Sinner nel terzo turno degli Australian Open 2026. L’americano, numero 85 della classifica ATP, ha appena raggiunto. grazie alla vittoria sul cinese Wu, il migliore risultato negli Slam ed ora affronterà la proibitiva sfida contro il numero uno italiano. I due coetanei (entrambi 2001) non si sono mai affrontati in match ufficiali, neanche nelle categorie giovanili.

Lo statunitense, con chiari origini italiane come si evince dal cognome calabrese, si è soffermato in conferenza stampa sul successo al secondo turno: Sì, è stata una battaglia. Sapevo che sarebbe stata una battaglia. È ovviamente un giocatore formidabile. Entrambe le parti, armi potenti. Un tiratore provetto. Sapevo che avrei dovuto dare il massimo. Non sapevo quanto sarebbe durato, ovviamente. Ma sono felice di essere riuscito a superare l’esame. Quindi, sì, insomma, ero contento di come si sentiva il mio corpo. E sì, certo, sai che alla fine sei quasi così stanco che non sai davvero cosa provare. Ma ovviamente è molto meglio essere dalla parte vincente”.

Sul suo prossimo avversario (Sinner, ndr), ha invece dichiarato: Sarà molto divertente affrontare Sinner. Mi pare che tu abbia detto che è italiano. Io non sono italiano, ma il mio cognome è italiano. Quindi immagino di avere radici italiane. Sarebbe un’esperienza fantastica. Voglio dire, affrontare uno dei migliori giocatori al mondo e uno degli avversari più agguerriti del nostro sport. Sarei grato di essere lì e di dare il massimo”.

Spizzirri ha poi concluso la conferenza analizzando il brillante momento dei tennisti americani all’AO 2025: Abbiamo avuto una pre-stagione fantastica. Molti americani erano a Delray Beach insieme. L’atmosfera tra noi americani è sempre fantastica. È sempre divertente, ridiamo e scherziamo sempre tra di noi. Sì, come per la domanda sui ragazzi del college, penso che tutti vogliano che gli altri vincano. C’è un gruppo fantastico di ragazzi. Credo che i ragazzi più grandi, almeno per me, dalla mia esperienza, possano dire che sono stati molto sinceri nel modo in cui hanno aiutato noi ragazzi più giovani e forse, tra virgolette, ci hanno fatto da mentori, o almeno ci hanno dato consigli. Quindi, sì, è stato molto significativo per me e penso che sia il motivo per cui forse alcuni giovani americani se la passano meglio, perché hanno ragazzi più grandi a cui guardare e che forse possono spianare un po’ la strada”.

Exit mobile version