Ciclismo
Davide Cassani: “Pellizzari ha doti fisiche fuori dal comune. Finn intelligente, Ciccone adatto al prossimo Mondiale”
Con Davide Cassani, figura autorevole e osservatore attento del mondo delle due ruote, abbiamo aperto una finestra sulla stagione 2026, cominciata recentemente con la prima corsa di stagione, il Santos Tour Down Under. Tra Classiche Monumento, Grandi Giri e giovani talenti in rampa di lancio, la questa stagione ciclistica promette spettacolo e grandi sfide. Cassani ha analizzato ai microfoni di OA Sport i principali temi del momento: dalle ambizioni di Filippo Ganna tra Sanremo e Roubaix, alla sfida con fenomeni come Pogacar e Van der Poel, passando per le scelte di Vingegaard, le prospettive di Pellizzari e Tiberi e la crescita di alcuni dei giovani italiani più interessanti.
Ganna può vincere Sanremo e/o Roubaix? Si può pensare che possa battere Pogacar e Van der Poel?
“Non sarà facile, anzi sarà molto complicato. Detto questo, Sanremo e Roubaix sono due corse che si adattano bene alle caratteristiche di Filippo, soprattutto la Sanremo, dove è già arrivato secondo due volte. Il mio timore è che quest’anno Pogacar voglia alzare ulteriormente l’asticella e presentarsi a questi appuntamenti nella miglior condizione possibile, rendendo tutto ancora più difficile”.
Pogacar sta puntando tanto sulla Sanremo. Pensi che questa volta possa davvero andarsene da solo sulla Cipressa?
“La Cipressa è probabilmente l’unica salita dove Pogacar può fare davvero la differenza. Cercherà di avere con sé due corridori molto forti per mantenere un’andatura elevatissima e selezionare il gruppo. Sul Poggio, invece, è più complicato fare la differenza in modo netto, quindi credo che punterà molto su una squadra fortissima per controllare la corsa”.
La scelta di Vingegaard di andare al Giro si è fatta attendere: pensi che, dopo aver visto il campo partenti, abbia capito che si tratti di un’occasione ghiotta?
“Considerando l’età che ha e il fatto che abbia già vinto due Tour e una Vuelta, è giusto che punti anche al Giro d’Italia. Battere Pogacar al Tour è estremamente difficile, quindi presentarsi magari al Tour con una vittoria al Giro in tasca potrebbe dargli maggiore serenità. È una scelta logica nel percorso di crescita di un grande campione, cercando così di vincere tutti e tre i Grandi Giri”.
Giulio Pellizzari avrà per la prima volta l’occasione di approcciare un Grande Giro per fare classifica e senza l’obbligo di gregariato: te lo aspetti in lotta per il podio?
“Penso di sì. Lo scorso anno ha corso molto bene e si è guadagnato la fiducia della Red Bull facendosi trovare pronto sia al Giro che alla Vuelta, pur senza partire con i gradi di capitano. La squadra crede molto in lui e c’è la speranza concreta di poter salire sul podio. Pellizzari ha il carattere giusto, l’approccio corretto alle corse e doti fisiche non comuni”.
Antonio Tiberi viene da un anno difficile: giusto andare al Tour de France?
“Tiberi lo scorso anno è stato anche sfortunato. Al momento non sappiamo ancora esattamente che corridore sia: due anni fa ha disputato un ottimo Giro, mentre lo scorso anno non è riuscito a esprimersi ai livelli attesi. Al Tour sarà complicato puntare a una top5, ma sarà comunque un banco di prova importante per capire quale potrà essere il suo futuro”.
Cosa ti aspetti dalla stagione di Giulio Ciccone?
“Abbiamo ormai capito che Giulio è più un corridore da corse di un giorno che da corse a tappe. Mi aspetto che al Giro possa puntare alla vittoria di una tappa, poi credo che cercherà di fare bene nelle Classiche. Spero anche che riesca a preparare al meglio il Campionato del Mondo, adatto alle sue caratteristiche”.
Quanto pensi sia giusta la scelta di Finn di rimanere un altro anno tra gli Under23?
“È stata una scelta molto intelligente. Serve la giusta pazienza per potersi esprimere al meglio negli anni successivi. Finn ha già dimostrato una costanza non comune, con ottimi piazzamenti al Giro Next Gen e al Tour de l’Avenir, oltre alle due vittorie ai Campionati del Mondo. Restare tra gli Under23 gli permetterà di correre per vincere e, allo stesso tempo, fare qualche esperienza tra i professionisti prima del grande salto”.
La tua idea è che Finn sia più adatto alle corse a tappe o alle Classiche?
“È forte sia in salita che a cronometro, quindi penso che possa essere un corridore da corse a tappe. Bisognerà però capire come risponderà sul recupero in un Grande Giro, sulle tre settimane, che è sempre il vero banco di prova”.
La concorrenza cresce per Jonathan Milan per le volate, a cominciare dal rampante Brennan. Deve concentrarsi sugli sprint o è giusto virare anche verso le Classiche?
“Il problema di Jonathan è che in corse come la Sanremo, con corridori come Pogacar o Van der Poel, la corsa diventa quasi proibitiva per un velocista, perché non arriva più un gruppone di 20 o 30 corridori. In volata, però, Milan è davvero fortissimo: è tra i primi tre sprinter al mondo. Ha ancora margini di miglioramento e per questo me lo aspetto stabilmente ai vertici nelle volate”.