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Così lo snowboardcross rischia di sparire: solo 2 tappe prima delle Olimpiadi, 5 in tutta la stagione!

Giandomenico Tiseo

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Moioli / IPA Agency

Così lo snowboardcross rischia davvero di sparire. Non è una battuta a effetto, né un allarme lanciato per attirare attenzione, ma una constatazione che emerge con chiarezza osservando il calendario del massimo circuito internazionale proprio nella stagione che dovrebbe essere quella del rilancio: quella olimpica.

Alla prova dei fatti, fino a questo momento è stata disputata una sola tappa di Coppa del Mondo, quella di Cervinia, andata in scena dal 12 al 14 dicembre. Un dato già di per sé preoccupante. Ancora di più se si considera che il prossimo appuntamento, previsto dal 16 al 18 gennaio a Dongbeiya, in Cina, sarà anche l’ultimo prima dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026.

In totale, la stagione prevede appena cinque tappe complessive: oltre a Cervinia e Dongbeiya, si gareggerà a Erzurum, in Turchia, dal 6 all’8 marzo, a Montafon dal 14 al 15 marzo e infine a Mt. St. Anne, in Canada, dal 27 al 29 marzo. Numeri ridotti all’osso per una disciplina spettacolare, televisiva e olimpica, che meriterebbe tutt’altra visibilità. Una situazione delicata che non nasce oggi, ma che si trascina ormai da diverse stagioni.

Ma qual è l’origine di questo progressivo impoverimento del calendario? Le difficoltà organizzative sono certamente una componente rilevante, così come la complessità logistica ed economica che i comitati organizzatori si trovano ad affrontare. Tuttavia, il quadro si complica ulteriormente se si guarda alle scelte strategiche della FIS.

Il riferimento è all’accordo quadriennale firmato con l’ente turistico dell’Azerbaijan, che avrebbe finito per creare una sorta di concorrenza interna sul piano della visibilità e degli sponsor territoriali. Molti organizzatori locali, infatti, si sarebbero trovati in difficoltà nel conciliare i propri partner con un title partner imposto dall’alto.

Secondo quanto riportato da Ski Chrono, questa situazione spiegherebbe la cancellazione di alcune tappe inizialmente inserite in calendario, come quella di Isola 2000, prevista dal 23 al 25 gennaio originariamente. Le motivazioni ufficiali parlano genericamente di problemi “organizzativi”, ma dietro questa definizione si celerebbe proprio la questione legata al partner azero. Un’interpretazione che potrebbe trovare riscontro anche nell’annullamento dell’evento di Gudauri, in Georgia, originariamente programmato dal 30 gennaio al 1° febbraio 2026, con la federazione georgiana che ha comunicato il proprio ritiro dall’organizzazione.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una disciplina olimpica ridotta a una presenza marginale, con pochissime occasioni di confronto ai massimi livelli e con atleti costretti a preparare l’appuntamento più importante della carriera in un contesto competitivo sempre più povero. Se questa è la direzione, il rischio non è solo quello di una stagione sottotono, ma di un progressivo e silenzioso declino dello snowboardcross nel panorama internazionale.

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