Ciclismo
Ciclocross, l’Italia parte forte ai Mondiali con un argento nella staffetta mista. Vincono i Paesi Bassi
Comincia con un ottimo argento l’avventura dell’Italia ai Campionati Mondiali di ciclocross 2026, in corso di svolgimento a Hulst fino a domenica 1° febbraio. Il movimento azzurro ha conquistato un prezioso secondo posto nella staffetta mista con il sestetto composto nell’ordine da Filippo Grigolini, Stefano Viezzi, Sara Casasola, Elisa Ferri, Giorgia Pellizotti e Filippo Fontana.
Il team italiano ha disputato una gara esaltante, guidando la corsa per lunghi tratti e cedendo solamente ai Paesi Bassi. I padroni di casa neerlandesi hanno fatto la differenza nelle ultime due frazioni, balzando in testa grazie all’élite Shirin van Anrooij e difendendo la leadership fino al traguardo con Tibor Del Grosso davanti al nostro Fontana per 16″.
“Questa è la prima medaglia del ciclismo italiano nel 2026 ed è arrivata subito, ai Mondiali di ciclocross, proprio nella gara d’esordio. Tornare sul podio mondiale a distanza di un anno, e farlo con una formazione diversa, è un segnale importante: conferma la qualità complessiva del nostro movimento e il valore del lavoro che il tecnico e tutto lo staff stanno portando avanti. Complimenti a questi ragazzi e a tutto il gruppo, avanti così“, il commento del presidente federale Cordiano Dagnoni.
Soddisfatto ovviamente il CT azzurro Daniele Pontoni: “Quella di oggi è la trentesima medaglia conquistata durante la mia gestione: un traguardo che ci rende orgogliosi del lavoro fatto finora e ci fa ben sperare per il futuro. Per un momento abbiamo anche accarezzato l’idea dell’oro, ma restiamo con il sorriso e soprattutto con la consapevolezza che i nostri atleti sono ormai stabilmente a livello mondiale, dentro l’élite. Ci teniamo stretti questo argento, arrivato al termine di un’ottima gara, e guardiamo con fiducia alle prove di sabato e domenica. Come sempre, un plauso va a tutto lo staff: dai meccanici ai massaggiatori, dal medico a tutta la struttura tecnica e dirigenziale, che ci ha permesso di essere qui e di lavorare nelle condizioni migliori. Siamo soddisfatti di quanto fatto finora, ma non abbiamo certo la pancia piena: c’è ancora tanto da fare“.