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Carlos Alcaraz lancia la sfida: “Se Zverev vuole battermi, dovrà impegnarsi molto!”

Giandomenico Tiseo

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Carlos Alcaraz / LaPresse

Carlos Alcaraz ha impressionato agli Australian Open con una vittoria pregevole su Alex de Minaur, che ha resistito solo un set ai colpi potenti e all’intensità incessante dello spagnolo, nei quarti di finale degli Australian Open 2026. Proverà il tedesco Alexander Zverev a porre fine al cammino di Carlitos, qualificato al penultimo atto senza mai aver perso un set.

Il giovane giocatore di Murcia punta a diventare il più giovane della storia a conquistare tutti e quattro i titoli del Grande Slam. Per approdare alla finale di domenica, dovrà prima affrontare Sascha, che lo aveva battuto a Melbourne due anni fa. Ora avrà due giorni di riposo, dato che il suo prossimo match è previsto per venerdì, il che gli permetterà di rilassarsi e ricaricarsi in vista delle fasi finali del primo Slam della stagione.

Credo di aver giocato la mia miglior partita del torneo finora. Potrei dire che il livello degli US Open era più alto, ma adesso è abbastanza vicino. Sì, direi che siamo vicini. Lascerò che la gente decida quale sia stato il livello maggiore, se gli US Open o questo torneo. Personalmente, sono felice e orgoglioso del mio rendimento qui“, ha raccontato in conferenza stampa.

Sfida contro Zverev quindi e Carlitos ha rivelato un aneddoto: “Abbiamo giocato un set di allenamento ed è stato incredibilmente intenso, finito 7-6 per me. Ho seguito le sue partite e il livello mostrato finora è impressionante, quindi sarà una grande sfida. Zverev serve molto bene ed è solido e aggressivo negli scambi da fondo. Sarò pronto, di sicuro. Non vedo l’ora di affrontarlo in semifinale agli Australian Open. So cosa devo fare e sarò preparato: se vorrà battermi, dovrà impegnarsi molto e sudare (sorride, ndr.)“.

Alcaraz ha stabilito il suo miglior risultato di sempre in Australia, dal momento che mai si era spinto alle semifinali, ma non ci sono sensazioni particolari: “Non mi sento sollevato. Ho imparato a seguire la mia strada e a credere in ciò che faccio. Anche se fossimo usciti al primo o al secondo turno, sarebbe stata comunque un’esperienza preziosa. Essere in semifinale non è un sollievo né diminuisce la pressione, perché ho giocato per me e per la mia famiglia, non per quello che gli altri pensano“.

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