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Carlos Alcaraz carico: “Vincere in tre set mi sta dando tanta fiducia”

Giandomenico Tiseo

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Carlos Alcaraz / LaPresse

Carlos Alcaraz continua nel percorso netto agli Australian Open. Lo spagnolo, senza perdere set, ha infatti eguagliato il suo miglior risultato nella terra dei canguri, approdando ai quarti di finale per la terza edizione consecutiva del torneo. Dopo le eliminazioni subite nel 2025 da Novak Djokovic e nel 2024 da Alexander Zverev, il numero uno del mondo si è imposto con autorità su Tommy Paul, battuto per la sesta volta in otto precedenti, la quinta consecutiva, con il punteggio di 7-6(6) 6-4 7-5 dopo 2 ore e 38 minuti di gioco.

Un successo tutt’altro che scontato, maturato al termine di una partita intensa e combattuta, diversa se paragonata all’ultimo confronto diretto tra i due, andato in scena al Roland Garros nel 2025, quando Alcaraz aveva imposto la sua legge sullo score di 6-0 6-1 6-4. Per l’iberico si tratta inoltre della nona vittoria negli ultimi dieci match Slam disputati contro avversari nella top-20.

Nel corso della conferenza stampa, Carlitos ha sottolineato l’importanza di aver chiuso l’incontro in tre set: “Nei tornei del Grande Slam è sempre fantastico vincere in tre set, perché ti permette di risparmiare energie per il turno successivo. È ancora meglio dal punto di vista mentale, perché battere un giocatore come Tommy Paul senza perdere un set ti dà molta fiducia in vista dei quarti di finale“.

Soddisfatto del livello espresso, Alcaraz ha aggiunto: “Sono davvero felice di come ho giocato oggi e sono curioso di vedere come andranno le cose ai quarti“. Tra i temi toccati, anche il paragone con il servizio di Novak Djokovic, spesso citato come uno dei più efficaci del circuito: “Non è il servizio più veloce, ma è incredibilmente preciso. È difficilissimo da leggere: la palla è sempre vicinissima alle righe e, quando rimbalza, sembra quasi ‘morta’. È questo che lo rende così complicato da ribattere. A volte la precisione conta più della velocità“.

Il murciano ha poi evidenziato come, al di là del risparmio energetico, sia stato fondamentale mantenere alta la concentrazione per tutta la durata del match: “Il livello della partita è stato molto alto da entrambe le parti. Una delle cose su cui sto lavorando di più è restare concentrato dall’inizio alla fine, e oggi ci sono riuscito. Per me questo era più importante che risparmiare energie, anche perché di energia ne ho parecchia“, ha detto sorridendo.

In vista dei quarti di finale, il possibile caldo estremo potrebbe portare alla chiusura del tetto della Rod Laver Arena. Anche su questo Alcaraz è apparso sereno: “Bisogna adattarsi a tutto e controllare ciò che si può controllare. Se farà molto caldo e il tetto sarà chiuso, lo accetterò e cercherò di esprimere il mio miglior tennis indoor. Sarò pronto, concentrato e cercherò di non farmi influenzare“.

Spazio infine a riflessioni più personali, dalla fiducia nelle proprie sensazioni alle interruzioni di gioco: “Il giocatore deve sentirsi a proprio agio in campo. Il mio team può darmi consigli, ma se non mi sento comodo devo trovare un’altra soluzione. La cosa più importante è stare bene in campo“. E sull’interruzione durante il tie-break del primo set: “La salute delle persone viene prima di tutto. Una volta capito che la persona sugli spalti stava bene, ho cercato subito di riattivarmi. Nel tie-break ogni punto è fondamentale, ma non è stato così difficile ritrovare la concentrazione“.

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