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Carlos Alcaraz ammette: “In alcuni momenti più frustrato del dovuto. Moutet? Sarà una sfida imprevedibile”

Alessandro Passanti

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Carlos Alcaraz / LaPresse

Carlos Alcaraz prosegue nel suo percorso netto agli Australian Open 2026 superando in tre set il tedesco Yannick Hanfmann con il punteggio di 7-6 6-3 6-2 in 2 ore e 46 minuti di gioco. Una vittoria che solo a livello di risultato si può definire agevole, dato che, specialmente nel primo parziale, ha nascosto qualche insidia al numero 1 del mondo. Lo spagnolo, infatti, ha messo in mostra parecchio nervosismo in quei momenti, recuperando anche un break di svantaggio, salvo poi cambiare marcia e chiudere in maniera netta.

Il murciano analizza quanto avvenuto in campo in conferenza stampa: “Oggi abbiamo cercato di essere il più positivi possibile. Ci sono stati momenti in cui mi sono sentito più frustrato del dovuto. Per chi mi conosce, si leggeva sul mio viso, ma è qualcosa su cui lavoreremo. Inoltre, non gioco da molto tempo. Questa è solo la seconda partita della stagione. Ritroverò il ritmo piano piano. Il mio team mi ha rassicurato dopo la partita, e questo mi ha fatto rilassare. Mi aiuterà a vedere le cose in campo in maniera diversa già nel prossimo turno”.

Il numero 1 del mondo passa poi a svelare su cosa sia concentrato nelle ultime settimane di allenamento: Ho lavorato molto sull’aspetto tecnico. Il servizio è il colpo che ho cambiato di più, soprattutto nell’ultimo anno. Non ho curato molto il resto dei miei colpi. Ho lavorato sul mio comportamento in campo: sulle cose che dico a me stesso, su come affronto ogni partita e torneo, su come gestisco i momenti difficili. Questi accorgimenti dal punto di vista mentale sono stati una priorità. Sto cercando di migliorare anche in risposta” .

Il suo prossimo avversario sarà il francese Corentin Moutet in una sfida che promette spettacolo. “È un giocatore imprevedibile, non sai mai cosa farà in campo. Di solito segue uno schema capace di includere slice, drop shot, lob, passanti. Sa fare tante cose, conosco il suo stile. Cercherò di restare sempre concentrato e di imporre il mio livello. Vedremo cosa succederà, ma posso garantire che sarà una partita divertente” .

Essere il numero 1 del mondo, nonché vincitore di 6 tornei del Grande Slam ad appena 22 anni, lo mette in ruolo ben preciso: “Ambasciatore del tennis? Non scendo in campo pensando a questa cosa. È vero che a volte il mio stile di gioco punta a intrattenere le persone, in modo che guardino più tennis, ma non lo faccio mettendomi quella pressione. Faccio semplicemente ciò che amo, ovvero giocare a tennis. Credo sia questo il modo migliore per essere un buon ambasciatore: amare quello che faccio” .

Ultima battuta sulla situazione a livello di vesciche: “Per fortuna non ho vesciche sulla mano, quindi è una buona notizia – scherza – Ne ho alcune sui piedi, non è per niente comodo, ma bisogna essere dei guerrieri. Devi imparare a convivere con il dolore e cercare di dare il massimo. Avere vesciche sulla mano sarebbe un problema serio. Spero di non averne mai”. 

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