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Caldo record a Melbourne, Sinner e Musetti si rifugiano indoor: si sogna la semifinale tutta italiana

Giandomenico Tiseo

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Jannik Sinner / LaPresse

Melbourne stringe i denti sotto una morsa di caldo eccezionale e anche il tennis è costretto a cambiare pelle. La città australiana vive giorni al limite, con il termometro che ha sfondato quota 46 gradi, spinto da raffiche roventi provenienti dall’interno dell’isola-continente. In uno scenario così estremo, la parola d’ordine è diventata una sola: prudenza.

Jannik Sinner e Lorenzo Musetti l’hanno interpretata allo stesso modo, scegliendo di rifugiarsi al coperto per preparare i rispettivi impegni. Le porte del National Tennis Center, nel cuore di Melbourne Park, si sono chiuse sul sole implacabile, lasciando spazio a sedute di lavoro mirate e ragionate, lontane da condizioni che avrebbero potuto mettere a rischio la tenuta fisica.

Entrambi torneranno in campo domani, in una giornata che promette di essere cruciale. Musetti affronterà Novak Djokovic non prima delle 4:30 del mattino, ora italiana, mentre Sinner sfiderà Ben Shelton alle 19 locali, quando in Italia saranno le 9. Un calendario impegnativo, mitigato però da previsioni meteo più incoraggianti: l’ondata di calore dovrebbe attenuarsi, restituendo a Melbourne temperature finalmente più gestibili.

Sinner ha sfruttato l’allenamento indoor per affinare i dettagli in vista del match con Shelton. Al suo fianco, uno sparring mancino dell’accademia australiana, scelto per riprodurre al meglio le traiettorie e le soluzioni che lo attendono in partita. Lavoro intenso sulla diagonale di rovescio, ritmi alti, scambi prolungati: segnali di una condizione fisica in crescita, con la sensazione che il meglio debba ancora venire.

Sui campi adiacenti, si è allenato anche Djokovic. Sessione lontana da sguardi indiscreti, quasi in parallelo con quella dell’azzurro. Indoor anche Musetti, che ha scelto come sparring Matteo Gribaldo. Il giovane italiano, reduce dall’eliminazione nel torneo juniores, ha tenuto un ritmo elevato, offrendo al carrarino un test solido e utile.

Il toscano si è spesso fermato a parlare con lui durante le pause, come riporta l’ANSA, dispensando consigli e indicazioni. Un confronto raro, di quelli che lasciano il segno. Sempre al suo fianco il coach José Perlas, punto di riferimento tecnico in assenza di Simone Tartarini, tornato in Italia per la scomparsa di sua madre. In caso di vittoria, i due azzurri si ritroverebbero in semifinale e sarebbe un qualcosa di storico.

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