Tennis
Bolelli/Vavassori delusi: “Non siamo riusciti a giocare, campo velocissimo”
Non è andata come speravano Simone Bolelli e Andrea Vavassori, finalisti l’anno scorso in doppio agli Australian Open e oggi eliminati al primo turno a Melbourne dal duo formato dal taiwanese Ho Ray e dal tedesco Hendrik Jebens in tre set con il punteggio di 6-7 7-6 6-4 dopo due ore e ventuno minuti di gioco.
“Una partita andata male. Un match che, dal punto di vista tennistico, non è stato eccezionale, nel senso che le condizioni erano molto rapide, c’era molto vento, quindi pochissimi scambi: tutto servizio-risposta, servizio-risposta. Siamo riusciti comunque a vincere un buon primo set, molto lottato, 7-6. Nel secondo set abbiamo avuto, secondo me, un momento in cui potevamo e volevamo fare il break sul cinque pari: abbiamo avuto due o tre occasioni, c’è stato anche un nastro sfortunato sul 30 pari nel game del tedesco, dove qualcosina poteva girare a nostro favore. Poi niente: abbiamo perso il tie-break. Nel terzo set, invece, un break subito da 30-0 ci ha penalizzato parecchio“, ha analizzato Bolelli in conferenza stampa.
“Insomma, dispiace chiaramente aver perso, anche perché avevamo parecchi punti da difendere. Però, al di là di questo, è stato comunque un match tosto: loro hanno servito davvero molto bene, soprattutto il mancino oggi ci ha lasciato pochissimo spazio in risposta, cambiava molto bene gli angoli nel doppio. Hanno giocato bene, in modo molto aggressivo, hanno tirato forse anche più del normale. Ecco, hanno fatto un buon match“, ha aggiunto l’emiliano.
Sulla conoscenza dei rivali, Vavassori ha sottolineato: “Contro Jebens ci ho giocato tre o quattro volte, quindi lo conosciamo abbastanza. L’altro invece non lo avevamo mai visto. Abbiamo provato a studiarli, ma non c’erano praticamente partite insieme: hanno giocato solo allo US Open a inizio anno e non c’erano video della coppia. Abbiamo quindi provato a studiarli separatamente. Però, come ha detto Simone, oggi era davvero difficile anche trarre conclusioni, perché di fatto non si è giocato molto. Alla fine, sia noi che loro avevamo statistiche bassissime in risposta ed era difficilissimo rispondere in campo, perché la palla viaggiava tantissimo. Qui in Australia sappiamo che i campi sono velocissimi, soprattutto quelli esterni: non sono come gli stadi, dove puoi giocare un po’ di più. Se poi c’è il sole, le palle viaggiano ancora di più, c’è un po’ di vento ed è molto difficile. Oggi faceva decisamente più freddo rispetto agli altri giorni“.
Condizioni climatiche che secondo il piemontese non hanno inciso più di tanto: “Abbiamo solo notato che era molto difficile giocare. Noi alleniamo tanto anche il gioco da fondo campo, ma penso di aver fatto uno scambio in tutta la partita. Lui ha scambiato un po’ di più perché serve e non viene sempre a rete; io invece faccio spesso servizio e volée. Avrò scambiato due palle in tutta la partita. Abbiamo provato diverse soluzioni: rispondere, giocare il lob… ma loro hanno servito molto bene. Quindi credito a loro, soprattutto al mancino, che oggi è stato davvero difficile da contenere. Non siamo riusciti a trovare le contromisure durante la partita. Peccato per un paio di occasioni nel secondo set, soprattutto nel game di Jebens: sul cinque pari poteva girare a nostro favore. In doppio, spesso, le partite si decidono su pochissimi episodi. Se avessimo vinto quella partita, come successo altre volte, magari avremmo trovato ritmo. I primi turni, lo sappiamo, sono sempre molto ostici. Soprattutto contro giocatori che non ti danno ritmo è difficile entrare in partita e adattarsi alle condizioni, e c’è sempre il rischio di uscire subito. Purtroppo è andata così“.
Sulla voglia di Bolelli di continuare a giocare, è arrivata una puntualizzazione: “Penso di avere ancora qualche anno davanti: non dico parecchi, ma comunque anni in cui posso divertirmi e giocare. Non inizio la stagione pensando ‘vediamo come va’ o ‘potrebbe essere l’ultimo’. Assolutamente no, quello lo vedo ancora lontano. Secondo me posso giocare bene ancora almeno per quattro anni. Quindi no, non ho quell’idea in testa. Inizio carico, con voglia, come ho sempre fatto. Fisicamente stiamo bene, quindi siamo positivi“.
Sulla programmazione, Vavassori ha rivelato: “Giocheremo a Rotterdam, visto che anche l’anno scorso è andata molto bene. Poi faremo Doha e Dubai, come l’anno scorso, e poi Indian Wells e Miami. Io proverò a giocare anche qualche singolare, se ci sarà l’occasione, ma è difficile. Però sì, cerchiamo di spingere. A parte questa partita, che è davvero complicata da valutare perché si è giocato poco, ad Adelaide abbiamo espresso un ottimo livello: abbiamo battuto una delle coppie più forti e lottato in semifinale contro la coppia numero uno del momento. A volte bisogna accettare il verdetto del campo. Non andiamo via con la testa bassa: oggi si è deciso tutto su due o tre punti. Bisogna essere bravi a cogliere l’occasione quando si presenterà“.
Dichiarazioni da Vanni Gibertini