Biathlon
Biathlon, Lou Jeanmonnot ipotecherà la Coppa del Mondo femminile già a gennaio? Rivale cercasi
La Coppa del Mondo femminile di biathlon è pronta a ricominciare da Oberhof. Come d’abitudine, la località situata nel cuore della Germania farà da palcoscenico alla prima tappa del nuovo anno solare. Ovviamente, l’eco dell’improvvisa scomparsa di Sivert Guttorm Bakken si sentirà anche fra le ragazze, come è inevitabile in un circuito unico fra i due sessi.
Un circuito che, fra le donne, ha trovato il proprio punto di riferimento in Lou Jeanmonnot. Dopo una partenza balbettante, la francese ha preso il sopravvento, assumendo il ruolo per il quale era maggiormente qualificata alla vigilia della stagione, quello di numero uno, appunto.
Il tema forte di queste tappe di gennaio è rappresentato dalla possibilità che la ventisettenne transalpina possa ipotecare la Coppa del Mondo in anticipo. Difatti, al momento non si vedono avversarie credibili. Con tutta la stima e il bene che si può volere ad Anna Magnusson e Suvi Minkkinen, nessun addetto ai lavori degno di questo nome poteva ritenere solida la loro candidatura alla Sfera di cristallo.
Le italiane Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi non gareggeranno in Turingia, preferendo concentrarsi sulla preparazione in vista dei Giochi olimpici di Milano Cortina 2026. Scelta strategica comprensibile e condivisibile, soprattutto considerando come entrambe abbiano già primeggiato nella classifica generale. Le sorelle Öberg sono troppo incostanti, così come la blasonata Justine Braisaz-Bouchet.
Forse, la sola in grado di mettere in discussione il predominio di Jeanmonnot, è la norvegese Maren Kirkeeide. La scandinava è indiscutibilmente talentuosa e l’avvenire le sorride, essendo una classe 2003. Cionondimeno, la sensazione è che abbia ancora bisogno di svilupparsi e maturare appieno per colmare il gap dalla francese. Comunque, sarà Oberhof a dire se si tratta solo di un’impressione, oppure se la nordica avrà modo di essere una sfidante coriacea.
Infine, viene da chiedersi se le tedesche batteranno un colpo. Senza dubbio i malanni di Franziska Preuss (e non solo) hanno indebolito la compagine teutonica, tuttavia sinora le ragazze di Germania ricadono sotto la sigla “N.E.”, Nicht Eingegagen, ossia “Non Pervenute”. Una nazione leader del biathlon non può permettersi di fare da comprimaria anche nelle tappe di casa, dunque aspettiamoci una riscossa. Viceversa, sarebbe un campanello d’allarme in ottica olimpica.