Biathlon
Biathlon, l’Italia maschile si presenta alle Olimpiadi 2026 con i muscoli tonici e tirati a lucido. Azzurri pronti a scolpire la storia
In questi giorni il biathlon si sta prodigando nei Campionati Europei, manifestazione a tutti gli effetti di Serie B rispetto ai grandi appuntamenti (detto senza alcun genere di spocchia o disprezzo, sia chiaro, la rassegna continentale è inserita nel circuito dell’IBU Cup, dunque quello cadetto alla Coppa del Mondo). L’occasione è dunque propizia per tracciare un bilancio della squadra italiana alla vigilia dei Giochi olimpici di Milano Cortina 2026.
Al maschile, il segno è sicuramente positivo. Tommaso Giacomel e Lukas Hofer stanno rispettando quelle che erano le più rosee aspettative della vigilia. Il trentino, ventisei anni da compiere in primavera, è in piena lotta per la conquista della Sfera di cristallo. Nella seconda metà del 2024-25 si era intuito come il suo potenziale fosse quello di eccellenza assoluta. Il ritiro di Johannes Bø ha lasciato vacante il trono del settore e l’azzurro è uno dei due candidati al successo in classifica generale.
La partita con il francese Eric Perrot è aperta, si giocherà a marzo. Prima, però, ci sarà Milano Cortina 2026 ed entrambi sono pretendenti alle medaglie d’oro. Sarebbe intellettualmente disonesto non scrivere che Giacomel, in prospettiva futura, può diventare uno dei più grandi atleti nella storia degli sport invernali italiani. Uno di quelli che ha l’opportunità di entrare nella leggenda. Un’epopea che può cominciare già nei prossimi giorni.
Hofer, dal canto suo, è tornato sul podio dopo tempo immemore e sta tenendo un rendimento solido, degno dei primi quindici del massimo circuito. Parliamo di un “ragazzo” di 36 anni suonati, che sta vivendo una sorta di seconda giovinezza. Nel suo caso, conseguire una medaglia individuale sulle nevi di casa rappresenterebbe il coronamento di una lunga e onoratissima carriera, durante la quale ha a lungo tenuto alte le sorti del movimento tricolore in momenti bui.
È mancato Didier Bionaz, unica vera nota stonata del 2025-26. Il valdostano, addirittura, non è stato inserito nel novero dei convocati per i Giochi. D’altronde, ha ampiamente sottoperformato, a differenza di Patrick Braunhofer ed Elia Zeni, autori di prestazioni in linea con quelle previste, e di Nicola Romanin, la cui partecipazione ai Giochi olimpici 2026, da esordiente pressoché assoluto a quasi 32 anni, rappresenta una sorta di favola sportiva.
Quindi il biathlon maschile italiano si presenterà ad Anterselva con i muscoli tonici e brillanti tanto quanto quelli del famigerato portabandiera di Tonga ai Giochi di Rio 2016. La speranza è che possano sorreggere gli ideali martello e scalpello con cui si potrà scrivere la storia, scolpendola nella pietra imperitura d’Olimpia.