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Andrea Gaudenzi: “L’Italia può perdere le ATP Finals, un tennista rappresenta il suo Paese anche nei tornei individuali”

Giandomenico Tiseo

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Andrea Gaudenzi / LaPresse

C’è da preoccuparsi in casa Italia rispetto al futuro delle ATP Finals in territorio nostrano. Il riferimento è a quanto dichiarato dal presidente dell’ATP, Andrea Gaudenzi, in un’intervista concessa a La Stampa, in cui il massimo dirigente del Tour ha posto l’accento sulle lotte di potere legate all’organizzazione dell’evento a Torino. Il riferimento è, in particolare, alla nuova legge del Governo di Giorgia Meloni, che prevede l’intervento dell’asset governativo nella gestione dell’evento tennistico.

Il giudizio globale delle ATP Finals a Torino è molto alto. Non dimentichiamo che siamo partiti con il Covid: alla tensione per la scelta si aggiungeva quella legata alla pandemia. Da allora, però, è stato tutto un crescendo. Un voto? No, sarebbe riduttivo. Il valore aggiunto di Torino? Il modo in cui l’evento viene vissuto in città. Si respira tennis ovunque. E non lo dico solo io che di edizioni ne ho vissute molte meno di 55″, ha sottolineato Gaudenzi.

Tuttavia, c’è la sottolineatura sul conflitto organizzativo: “Noi abbiamo firmato un contratto con un soggetto privato che è la Federazione italiana tennis e padel. E abbiamo confermato le Finals per le conoscenze e competenze organizzative della federazione. Vogliamo continuare a fidarci e affidarci a loro. L’Italia quindi è rischio di revoca dell’assegnazione? “Sì, l’Italia potrebbe perdere le Finals“.

Le guerre di potere sono dannose, credo che il governo farebbe meglio a intervenire sulle infrastrutture degli impianti. Prendiamo il Roland Garros e il Foro Italico: fino a 20 anni fa più o meno gli impianti erano simili. Avete visto come si è trasformata Parigi grazie anche agli interventi statali? Identica cosa ha fatto lo Stato di Victoria a Melbourne per gli Australian Open“, il pensiero del n.1 dell’ATP.

È stata mandata una richiesta di spiegazioni alla FITP e il presidente Angelo Binaghi ha anche annunciato di essere pronto alle dimissioni. A questo proposito, Gaudenzi è stato molto chiaro: “La nostra posizione è chiara. Lascio a Binaghi il compito di trattare con il governo. Non tocca ad ATP farlo“.

Tanti gli altri temi trattati, tra cui anche il “No” di Jannik Sinner alla Coppa Davis: “Comprendo la sua decisione. Troppa retorica sulla maglia azzurra? Intanto un tennista rappresenta il proprio Paese anche quando gioca un torneo individuale. A me piaceva di più la vecchia formula della Davis, con le partite in casa e fuori. E comunque, se deve diventare come una Coppa del Mondo, allora che prenda almeno una cadenza biennale. Diventerebbe più attrattiva“, ha concluso il presidente dell’ATP.

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