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MotoGP, l’anziano saggio Daniel Pedrosa al confronto con la nuova generazione. Avvio meno promettente del 2023

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Pedrosa / La Presse

Dani Pedrosa nel 2023 aveva stupito tutti a Jerez de la Frontera, brillando di luce propria sin dalla prima sessione di prove libere. Il veterano spagnolo, iscritto all’appuntamento con una wild card, era dunque molto atteso soprattutto in virtù del precedente di dodici mesi orsono. Cionondimeno, in questo 2024 non si è proposto sul medesimo livello.

Il trentottenne di Sabadell ha chiuso le pre-qualifiche con il 14° tempo, ritrovandosi quindi impegolato nel Q1. Intendiamoci, l’esperto catalano non ha affatto demeritato, il suo miglior crono è stato di soli 44 millesimi peggiore rispetto a quello di Jack Miller ed esattamente di 3 decimi più lento di quello di Brad Binder (al quale va però applicata la “tara” della caduta verificatasi proprio durante il time attack più incisivo).

Pedro Acosta, dotato della medesima moto (seppur con altri colori e altro marchio) si è dimostrato superiore. Non è, insomma, il Pedrosa del 2023, quello capace di lasciare a bocca aperta per la sua competitività. Verrebbe da dire “Per fortuna”, perché l’anomalia era rappresentata dalle impressionanti performance di chi non correva a tempo pieno da un lustro.

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Il Dani del 2024 appare rientrato nei ranghi o, se si preferisce, nei canoni. Un collaudatore capace di tenere testa ai titolari in un habitat a lui favorevole come il tracciato di Jerez de la Frontera, ma complessivamente in affanno rispetto al gioiello della Casa austriaca.

Una sorta di boccata d’ossigeno per tutta la nuova generazione. Quanto sarebbe stato imbarazzante ri-trovare anche nel 2024 un quasi quarantenne, sostanzialmente in pensione agonistica, che dopo essere riemerso dalla naftalina “bagna il naso” a tanti rivali più giovani, come accaduto nel 2023?

Il weekend però è solo all’inizio, i responsi in merito alla reale forza del “vecchio saggio” arriveranno sabato nella Sprint e domenica nel Gran Premio.

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