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Rugby, Sei Nazioni 2024: le statistiche che premiano l’Italia e gli azzurri

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Mischia Italrugby / Federugby via Getty Images

Si è chiuso il sipario sul Guinness Sei Nazioni 2024 e il torneo continentale ha entusiasmato i tifosi italiani, che hanno visto gli azzurri ottenere per la prima volta nella storia tre risultati positivi, con il pareggio in Francia e le vittorie contro Scozia e Galles. E nonostante, alla fine, l’Italia abbia chiuso solo al quinto posto, il torneo è stato più che positivo, con la sconfitta di misura contro l’Inghilterra e l’unico, vero, passo falso fatto a Dublino.

Un torneo entusiasmante e che al di là dei risultati e della classifica ha visto l’Italia di Gonzalo Quesada convincere. E le statistiche lo dimostrano. E dimostrano che gli azzurri hanno dominato in difesa. Se, infatti, l’Italia ha segnato solo 92 punti (peggior squadra insieme al Galles) e marcato solo 9 mete (ultima), sono i numeri difensivi a impressionare. Nessuno ha placcato come gli azzurri (972), con una percentuale di riuscita comunque discreta (86,09%) e nessuna squadra ha rubato più palloni in ruck come l’Italia (17).

Guardando, invece, alle statistiche individuali, sono diversi gli azzurri a eccellere. Parlando di difesa, a dominare in Europa è Michele Lamaro, che in cinque partite ha effettuato 103 placcaggi (il secondo è il gallese Dafydd Jenkins con 79), mentre nella top 10 ci sono anche Niccolò Cannone, quarto con 73, e Federico Ruzza, ottavo con 62. Proprio Ruzza è stato il re delle rimesse laterali, conquistandone 33, con al secondo posto i gallesi Adam Beard e Aaron Wainwright con 19 a testa, e rubandone 2 (terzo in classifica alle spalle di Ollie Chessum e Tadhg Beirne con 3).

Nonostante l’Italia abbia costruito i suoi risultati con la difesa, spicca un nome anche in attacco. È quello di Monty Ioane, che entra in diverse classifiche. L’ala azzurra è nona come corse palla in mano fatte (48), ma con queste è quinto come metri corsi (394,1) e terzo come metri guadagnati (297,4). Ioane è anche secondo come line break (7), mentre con 8 offload è secondo anche in questa classifica. E se a lui si aggiungono le fiammate di Brex, Menoncello, Capuozzo, Lynagh e Pani, si capisce come oggi l’Italia non sia solo mischia, come spesso capitato in passato, ma sia una squadra completa.

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