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Atletica, Gianni Iapichino: “Non volevo allenare Larissa, ai Mondiali senza nasconderci”. E sull’altra figlia Anastasia…

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Larissa Iapichino ha vinto tre tappe di Diamond League nel corso di questa stagione e ha conquistato la medaglia d’argento agli Europei Indoor, spingendo a 6.97 metri in sala e a 6.95 all’aperto. La toscana sarà una delle grandi favorite ai Mondiali, che andranno in scena a Budapest dal 19 al 27 agosto. La 21enne è allenata da papà Gianni, che è stato ospite di Athletics2U, la trasmissione del canale YouTube di OA Sport.

Gianni Iapichino ha parlato del percorso che lo ha portato ad allenare la figlia Larissa e di come si sono sviluppati gli ultimi due anni: “Pensa che avevo detto a Fiona che non avrei mai allenato le nostre figlie. Avevo paura del rapporto padre-figlia e mi sono prodigato nel trovare a Larissa un sistema che le permettesse di stare tranquilla senza l’influenza del padre o della madre. Non mi aspettavo che lei decidesse di cambiare allenatore e chiedesse a me. Da esterno, dopo le indoor di Torun nel 2021, mi ero reso conto che qualcosa si era rotto con il suo allenatore, vedevo che non era più la stessa dal punto di visto emotivo, la vedevo preoccupata e pensierosa. A questo si è accompagnato il fatto che nelle gare all’aperto non era più l’atleta performante vista in inverno, ma un’atleta con dei problemi. Dopo il Golden Gala mi ha chiesto di allenarla perché non se la sentiva più di allenarsi con Gianni Cecconi. Io da padre le ho detto che doveva essere sicura e che non doveva essere uno sfogo temporaneo. Da lì è iniziato il percorso, che è stato insidioso perché io ho avuto poco più di una settimana per preparare gli Italiani e poco di più le Olimpiadi, per me era difficile prendere in mano la situazione. Lei si fece male accidentalmente agli Assoluti, mise male il piede nella sabbia ed ebbe una distorsione del legamento deltoideo, e ha così dovuto rinunciare alle Olimpiadi“.

L’ex primatista italiano di salto con l’asta ha proseguito: “Abbiamo ricominciato a fine agosto 2021, anche perché io non la conoscevo come atleta. La simbiosi tra atleta e allenatore deve essere forte, l’allenatore deve percepire molte cose. Mi ero reso conto che sarebbe stato un percorso lungo, perché Larissa era indietro su molti aspetti dell’allenamento, proprio dal punto di vista tecnico, non solo del salto ma anche di tutti i vari esercizi. Abbiamo lavorato molto e l’anno scorso Larissa ha raccolto molta esperienza, ha fatto vedere grande maturità in diverse gare, ma è mancata la punta. Abbiamo però creato una base e quest’anno sono arrivati i frutti. Nelle indoor di quest’anno è andata vicina a battere la Mihambo a Berlino e lì secondo me è stato il punto di svolta perché lì si è resa conto che poteva considerarsi all’altezza delle più forti. Da lì è stata un’escalation che ha portato all’argento agli Europei Indoor e alla vittorie di tre gare di Diamond League, che possono considerarsi come finali olimpiche o mondiali“.

Il mirino è chiaramente puntato verso l’imminente rassegna iridata: “Non possiamo nasconderci per i Mondiali, sarebbe paradossale. Larissa si può considerare tra le più forti del mondo. Negli ultimi due mesi è stata la più forte. Questo però non toglie che la gara dei Mondiali sarà difficilissima perché in pochi centimetri saranno racchiuse molte atlete. Mi dispiace che non ci sarà Mihambo, l’abbiamo conosciuta bene, la stimiamo e vuole tanto bene a Larissa. La cosa che mi ha impressionato è il fatto che le ragazze del mondo del salto in lungo hanno tutte una grande stima di Larissa, le vogliono tutte molto bene, c’è un rapporto di sana competizione. Larissa non andrà lì da outsider, purtroppo. Le aspettative sono alte con tutto quello che ne consegue. Larissa ha dimostrato di sapere gestire questo tipo di pressione”.

Un passaggio anche su Anastasia, la seconda figlia di Gianni Iapichino e Fiona May: “Anastasia sta molto bene, ha finito le scuole medie e quest’anno non ha compiti da fare, si può rilassare completamente durante l’estate. Il talento è rimasto, dal tennis è passata al calcio perché aveva delle amiche che l’avevano spinta. Il prossimo anno, iniziando il percorso delle scuole superiori, verrà a studiare vicino a casa mia e quindi vediamo se è la volta buona che riesco a convincerla ad avvicinarsi all’atletica, ma deve essere una scelta sua. Cercando di farle trovare un ambiente adatto e stimolante magari può intraprendere l’atletica, non necessariamente nel salto in lungo ma in quello che è portata“.

Foto: FIDAL/Colombo

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