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Giro d’Italia 2023, Sven Erik Bystrøm ha il Covid ma rimane in gara: “Se tutti i positivi lasciassero arriveremmo a Roma in pochi”

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Il ritiro di Remco Evenepoel dal Giro d’Italia 2023 a causa della sua positività al Covid-19 ha fatto parecchio discutere. Il campione del mondo è risultato portatore della malattia in un controllo fatto poche ore dopo la vittoria nella cronometro di Cesena e ha optato per abbandonare la Corsa Rosa, con il padre che ha lesinato alcune parole alquanto sibilline dicendo di voler evitare un altro ‘caso Colbrelli’. Ma c’è chi la pensa in maniera diametralmente opposta, come Sven Erik Bystrom.

Il trentunenne della Intermarché-Circus-Wanty non è un uomo di classifica, il norvegese ha già accumulato oltre un’ora di ritardo da Geraint Thomas, che domani sarà nuovo leader della generale, ma ha candidamente dichiarato che sta correndo nonostante sia ancora positivo al Covid in un’intervista a Eurosport Norvegia.

Sto meglio, spero che il peggio sia passato. Ho sintomi lievi e mi sono sentito stanco negli ultimi giorni, ma si trattava soltanto di superare il problema“. Poi prosegue con una riflessione su come, almeno per lui, bisognerebbe affrontare il problema: “Bisogna fare una valutazione una valutazione basata sui sintomi“.

Poi prosegue: “Se avessi avuto la febbre e fossi stato male sarebbe stata una cosa, ma ho avuto sintomi lievi ed ero stanco, una sensazione normale in alcuni giorni di una gara di tre settimane. Ora mi sento meglio, credo di essere guarito. Penso che se tutti coloro che risultano positivi abbandonassero il Giro, a Roma arriverebbero in pochissimi“.

Ricordiamo che i test anticovid sono fatti autonomamente dalle squadre che possono decidere poi come comportarsi in caso di positività. Non c’è difatti l’obbligo di comunicare i risultati dei test e gli staff medici possono muoversi in maniera autonoma, decidendo se mandare a casa il proprio corridore, come successo in casa Soudal-QuickStep con Remco Evenepoel, o di lasciarlo in gruppo come ha fatto la Intermarché-Circus-Wanty.

Foto: LaPresse

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