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Volley, Champions League 2023. Perugia vuole la seconda finale di Champions ma bisogna battere i campioni in carica!

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Tra le tanti missioni di Perugia nella stagione in corso, quella più prestigiosa e forse anche più difficile è il ritorno in finale di Champions League a sei anni dalla sfida persa con lo Zenit Kazan di Leon a Roma. La finale anche quest’anno si gioca in Italia ma a Torino e l’avversario in semifinale è di quelli tostissimi, lo Zaksa che la Coppa l’ha già vinta due volte negli ultimi due anni.

Perugia vuole finale e Coppa per completare la stagione perfetta (la Coppa Italia, in caso di doppietta Champions-scudetto si ridurrebbe a livello incidente di percorso) ma i polacchi hanno tutto per mettere in difficoltà gli umbri e decisiva potrebbe rivelarsi la gara di andata con la squadra di Anastasi che vorrà far valere il fattore campo e prendersi un vantaggio importante in vista del ritorno.

L’uomo più atteso della doppia sfida è l’ex di turno, che quelle due Coppe le ha alzate da protagonista assoluto, Kamil Semeniuk. Finito un po’ ai margini dello starting seven nelle ultime partite, Semeniuk ha annusato profumo di sfida da ex e domenica scorsa è stato decisivo nella rimonta di Perugia in casa contro Milano. E’ entrato in corsa e, pur senza numeri straordinari, ha dato equilibrio alla Sir Safety, quell’equilibrio che è sembrato mancare in alcuni frangenti nell’ultimo periodo. Il meccanismo perfetto non si è inceppato ma è chiaro che gli avversari hanno studiato il modo per mettere in difficoltà una Sir Safety che, a un certo punto della stagione, sembrava quasi in attaccabile.

Tra queste ci sarà sicuramente lo Zaksa di Tuomas Sammelvuo, tecnico finlandese che la pallavolo e l’Italia le conosce molto bene. I polacchi hanno le armi, difesa, servizio e contrattacco per cercare di mettere in difficoltà la squadra umbra, anche se le quattro sfide con Trento in Champions, soprattutto le ultime due, hanno detto che qualche black out in più lo Zaksa lo concede ai rivali quest’anno.

La battaglia è su tutti i fronti e si gioca nei piccoli particolari. In casa Perugia Leon e Semeniuk sono gli schiacciatori titolari: li puoi conoscere, limitare, ma fermarli è molto difficile. Dall’altra parte della rete gli attaccanti di palla alta si chiamano Kaczmarek, Sliwka e Bednorz, a sprazzi micidiali all’andata ma che di tanto in tanto hanno regalato qualcosa alla squadra trentina.

C’è battaglia anche al centro, dove da una parte c’è l’imbarazzo della scelta con Solè, Russo e Flavio Gualberto e dall’altra c’è l’altrettanto performante tris composto dal veterano statunitense Smith, da una delle novità del club polacco, l’ucraino Dmytro Pashytskyy e dal rientrante tedesco Huber, decisivo nel ritorno con Trento. Una grande novità anche in regia: da una parte Janusz, arrivato lo scorso anno da Gdansk e regista del trionfo di Lubijana, dall’altra il campione del mondo Simone Giannelli, che può fare la differenza. Tra i grandi protagonisti dello scorso anno c’è il libero dei polacchi, lo statunitense Shoji, che se la vedrà nel duello a distanza con l’esperto Colaci.

Photo LiveMedia/Loris Cerquiglini

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