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Boxe femminile, Sirine Charaabi conquista l’argento ai Mondiali: Wu Yu dominante tra i pesi mosca

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Sirine Charaabi non è riuscita nell’impresa di battere la cinese Wu Yu nella Finale della categoria fino a 52 kg ai Mondiali 2023 di boxe femminile. La pugile italiana ha combattuto brillantemente nel primo round sul ring di Nuova Delhi (India), ma sulla lunga distanza si è dovuta arrendere al cospetto della coriacea asiatica, capace di imporsi con verdetto unanime (5-0: tre 30-27, due 29-28) e di conquistare meritatamente la medaglia d’oro.

La 23enne casertana di origini tunisine tornerà a casa con al collo un comunque brillante argento in chiusura del proprio cammino in questa rassegna iridata, dopo aver combattuto in questa categoria di peso che non sarà presente alle Olimpiadi di Parigi 2024. Il nostro peso mosca, che in semifinale era riuscita a regolare la quotata giapponese Rinka Kinoshita, ha regalato all’Italia il primo podio in questi Mondiali e tra poco toccherà a Irma Testa, impegnata nella finale dei pesi piuma.

LA CRONACA DELL’INCONTRO

Il primo round si rivela particolarmente combattuto ed equilibrato: l’azzurra è brava a controllare il centro del ring e si distingue per delle spiccate doti tattiche, riuscendo anche a scambiare bene sulla corta distanza sfruttando al meglio un buon destro. La cinese, però, è complessivamente più scaltra, porta meno colpi ma è più precisa e potente, soprattutto nella fase centrale. I giudici si dividono: due premiano l’arguzia e la velocità di gambe della nostra portacolori, mentre gli altri tre prediligono la qualità pugilistica dell’asiatica.

La seconda ripresa inizia sulla stessa lunghezza d’onda dei primi tre minuti, ma in seguito la caratura agonistica della cinese prende il sopravvento e infatti i giudici sono unanimi nell’accordare la preferenza all’atleta in rosso. A quel punto Charaabi è costretta a dare il tutto per tutto negli ultimi tre minuti e ci prova con il suo gancio destro, ma Wu ribatte colpo su colpo soprattutto dalla corta distanza e domina in lungo e in largo, meritando ampiamente il successo

Foto: LaPresse

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