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Biathlon, Nove Mesto certifica come Lisa Vittozzi sia la nuova numero 1 d’Italia. Che reazione da parte di Rebecca Passler!

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Per l’Italia la tappa di Coppa del Mondo di biathlon di Nove Mesto si è conclusa senza podi. Alla luce dei format di gara presenti e del rendimento tenuto dalla squadra nell’arco dell’inverno, si può parlare di piccola delusione. Tuttavia, trattasi di un disappunto estemporaneo. D’altronde, a ben guardare, gli accadimenti non hanno detto malissimo agli azzurri. Andiamo a vedere perché e percome.

VITTOZZI #1 D’ITALIA, PASSLER CHE REAZIONE!

Nel settore femminile ci può essere moderata soddisfazione. È mancato il proverbiale centesimo per fare l’euro, ma le italiane hanno espresso un ottimo livello di competitività. In particolare Lisa Vittozzi, ormai assurta a nuova numero uno del movimento, è in piena bagarre per fregiarsi della posizione d’onore nella classifica generale. Il passaggio a vuoto di Elvira Öberg ha di fatto azzerato il distacco fra la svedese e la sappadina, ora separate da soli 15 punti.

Ragionando per possibilità teoriche, la ventottenne di scuola friulana non è ancora tagliata fuori dalla rincorsa alla Sfera di cristallo. Le 173 lunghezze di distacco da Julia Simon non sono un ritardo incolmabile nelle ultime cinque gare, soprattutto se la francese dovesse incappare in un “buco nell’acqua”. A onor del vero la transalpina potrebbe aver appena scampato il rischio più grande (una tappa con sprint e inseguimento alla quale si presentava reduce dal Covid), ma la partita non è ancora chiusa.

Classifica Coppa del Mondo femminile biathlon 2022-2023: Lisa Vittozzi terza nella generale e al comando nell’individuale

Fossero le elezioni americane, la Coppa del Mondo sarebbe passata dallo stato di “Leaning Simon” a quello di “Likely Simon”. Non è però ancora “Safe Simon”. Comunque sia, se non sarà quest’anno, Vittozzi potrà acciuffare l’ambito trofeo nel prossimo futuro. Non le manca nulla e arriverà anche il suo turno.

Riguardo Dorothea Wierer, stanno facendo la differenza in negativo gli errori nelle sessioni in piedi. Curiosamente la veterana altoatesina sta vivendo la miglior stagione della carriera nel tiro a terra, ma una delle peggiori nello standing shooting, fermo restando che nel 2019-20 la sua precisione non era poi così dissimile da quella corrente. Cosa manca rispetto alla Wierer di tre anni fa? Quel quid nel fondo, soprattutto nei giri finali.

Ora però si va a Östersund, contesto da sempre gradito alla quasi trentatreenne di Rasun-Anterselva. Mai sottovalutarla nell’ambito svedese, uno di quelli dove si è tolta grandi soddisfazioni. Dopodiché a Oslo verrà lanciato l’assalto alla Coppa di specialità della sprint, per la quale è pienamente in corsa.

Merita, infine, un plauso anche Rebecca Passler. A Oberhof ha visto le quattro compagne di squadra mettersi al collo l’oro iridato in staffetta, dinamica che avrebbe potuto avere un rinculo negativo sul piano psicologico.

Invece la giovane sudtirolese ha reagito alla grande, ottenendo due dei quattro migliori risultati stagionali nella tappa immediatamente successiva. Brava per davvero. Il potenziale della ragazza è alto e la scorza appare solida. Ora come ora difetta di costanza, ma quella si può sempre trovare (Simon docet).

CIELO UGGIOSO FRA I MASCHI, MA C’È IL SOLE DIETRO LE NUBI

Spostandoci nel settore maschile, si è vissuta una tappa piuttosto uggiosa. Tommaso Giacomel è rimasto nella parte bassa della propria forchetta di rendimento, cedendo qualche punto allo svizzero Niklas Hartweg nella rincorsa al successo nella classifica riservata agli under 25 (l’elvetico ora ha 43 lunghezze di margine). Una campagna ceca senza infamia e senza lode a livello individuale, con la speranza di assistere a qualche fuoco d’artificio sulle nevi scandinave.

Per il resto, Elia Zeni si sta confermando una realtà. Nonostante qualche penalità di troppo, accumulata soprattutto a terra, ha saputo qualificarsi all’inseguimento. Traguardo viceversa mancato da Didier Bionaz e Patrick Braunhofer. C’è del materiale grezzo su cui lavorare in estate, allo scopo di costruire un biathleta competitivo nel prossimo futuro.

Foto: La Presse

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