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Biathlon, la Norvegia maschile può completare un’impresa titanica. Il poker nella classifica generale non si è mai visto!

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L’inverno 2022-23 volge al termine e, nel biathlon maschile, potrebbe portare in dote una situazione senza precedenti nella storia della disciplina. Uomini o donne non fa differenza. La Norvegia ha difatti la possibilità di realizzare qualcosa di assolutamente inedito.

I biathleti norsk sinora hanno dominato in lungo e in largo, raccogliendo complessivamente 18 vittorie e 43 podi in 20 gare individuali! Non a caso, la classifica generale vede al comando Johannes con 1.319 punti, seguito da Sturla Holm Lægreid (920), Vetle Sjåstad Christiansen (682) e Tarjei (598).

La domanda sorge dunque spontanea. Quante volte è capitato di vedere quattro atleti della stessa nazione chiudere nelle prime quattro posizioni nella graduatoria assoluta di Coppa del Mondo? La risposta, come i più svegli avranno già intuito, è “mai”. Per la verità, finanche i podi monocolore sono merce rara. L’eventualità si è verificata solo tre volte e appariva ormai entrata in “prescrizione”.

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Solamente in tre occasioni un Paese ha occupato i tre posti più nobili della classifica generale. Fra gli uomini l’impresa è stata coronata esclusivamente dalla Germania Est, peraltro con gli stessi protagonisti. Negli inverni 1977-78 e 1979-80 la Sfera di cristallo fu appannaggio di Frank Ullrich, che in entrambi i casi precedette i connazionali Klaus Siebert ed Eberhard Rösch.

In ambedue le annate, però, il quarto fu un sovietico. Vladimir Barnashov prima e Vladimir Gavrikov poi. Proprio l’Urss è l’unica nazione a potersi vantare di aver monopolizzato il podio della graduatoria assoluta nel settore femminile. La Sojuz Sovetskih Socialisticeskih Respublik ci riuscì nel 1988-89 con Elena Golovina a vincere la Coppa del Mondo davanti a Natalia Prikostchikova e Svetlana Davidova. La quarta fu però la bulgara Zsvetana Krasteva.

Pertanto, la Norvegia del 2022-23 ha innanzitutto l’opportunità di realizzare qualcosa che non si vede da quando il Muro di Berlino era ancora in piedi, spingendosi però anche oltre, nell’eventualità dovesse completare un poker. A Christiansen e Tarjei Bø il compito di “mettere a cuccia” lo svedese Martin Ponsiluoma e il tedesco Benedikt Doll, due segugi in grado di addentare la salsiccia norvegese e “rubarne” un rocchio.

Foto: La Presse

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