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Taekwondo, Vito Dell’Aquila: “Mi davo l’80% di vincere. Mi sono stressato troppo, ora voglio essere costante”

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Vincere un Mondiale dopo il titolo olimpico è un’impresa per pochi eletti: serve avere dentro qualcosa di speciale. Se guardiamo ai Giochi di Tokyo 2020 (che si sono svolti nel 2021), gli unici a confermarsi sul trono mondiale nella stagione successiva sono stati Massimo Stano nella marcia (ma in una gara differente, la 35 km), Ruggero Tita/Caterina Banti nel Nacra17 di vela e Vito Dell’Aquila nella categoria -58 kg di taekwondo. Un tris di fuoriclasse, in questo momento i fiori all’occhiello di uno sport italiano che sta vivendo un vero e proprio El Dorado.

Vito Dell’Aquila è diventato inoltre il primo azzurro della storia a vincere sia i Mondiali sia le Olimpiadi nel taekwondo: la doppietta non era riuscita neppure al suo mentore e concittadino Carlo Molfetta. A soli 22 anni la carriera del fenomeno di Mesagne sarà ancora molto lunga: servirà trovare nuovi stimoli per continuare a vincere ed iscriversi al ristrettissimo club dei cannibali.

Per te è stata una stagione travagliata, con un infortunio da superare. Da 0 a 100 quanto credevi di poter vincere l’oro ai Mondiali?
Mi davo un 75-80% di possibilità“.

Il calendario è stato piuttosto strano: di solito la tua categoria si svolge all’inizio, stavolta ha chiuso il Mondiale. Sentivi il peso di dover salvare il bilancio dell’Italia, ancora senza medaglie?
No, non sentivo nessun peso. Ero fiducioso, ho fatto tesoro delle esperienze delle prime giornate di gara: corazze, arbitraggio, atmosfera, etc. Mi sono ambientato benissimo”.

Aver battuto in finale il coreano Jun Jang, che a Tokyo non avevi affrontato, dà ancora più peso alla tua vittoria: cosa significa per te?
Vincere un Mondiale contro una leggenda come il coreano è ancora più speciale

A 22 anni hai vinto Olimpiadi e Mondiali. Manca l’Europeo per chiudere il cerchio, sarà il tuo prossimo obiettivo? E, in generale, dentro di te hai la ‘fame’ per aprire un ciclo e continuare a vincere?
L’Europeo non è un mio obiettivo principale. Ora che ho vinto le maggiori competizioni sono più tranquillo, in questi anni sono andato sovra-ritmo a livello mentale. Mi sono stressato troppo ed è arrivato il momento di godermi le competizioni. L’obiettivo principale da ora in avanti è essere costante con i risultati. Mi interessano tantissimo i Grand Prix”. 

Foto: FITA

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