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Coppa Davis 2022, Fabio Fognini decisivo: a 35 anni il sogno di una vita da realizzare

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Chiamatelo “Davis Man”. Fabio Fognini, quando indossa la maglia azzurra, ha saputo spesso trasformarsi in quel leader, capace di caricarsi sulle spalle la squadra e trascinarla. Viene in mente il successo pazzesco di Buenos Aires (Argentina) del 2017, quando l’azzurro, rimontando da due set di svantaggio contro Guido Pella, seppe prevalere on il punteggio di 2-6 4-6 6-3 6-4 6-2 dopo 4 ore 15 minuti di partita.

Riavvolgendo il nastro potremmo considerare il 2014, quando nei quarti di finale a Napoli il Bel Paese affrontava i britannici guidati da Andy Murray. La situazione si era messa male dopo il doppio, sotto 2-1. Serviva la magia contro Andy per riportare in carreggiata la compagine tricolore. Una partita perfetta contro il forte scozzese, magari non così in sintonia sul rosso, ma comunque molto temibile.

Un 6-3 6-3 6-4 di puro talento in cui il povero Murray fu annichilito da una versione di Fabio in cui tutti i pezzi del puzzle erano al loro posto. Spettò poi ad Andreas Seppi completare l’opera, piegando per 6-4 6-3 6-4 e riportando dopo 16 anni l’Italia tra le migliori quattro squadre in Davis.

Coppa Davis, Italia-USA 2-1: Fognini/Bolelli infliggono una lezione a Paul/Sock, siamo in semifinale!

Ed è proprio da lì che si ricomincia, otto anni dopo, in un format completamente diverso. Fognini ha saputo recitare il ruolo del protagonista, in coppia con Simone Bolelli quest’oggi. I “Chicchi” hanno dato una bella lezione agli americani, un po’ presuntuosetti con il duo formato da Jack Sock e Tommy Paul. Un invito a nozze per il ligure e il suo amico di una vita e una prestazione da urlo, conclusa con un ace al centro di pura classe.

Otto anni fa, a Ginevra, fu la Svizzera a fermare la corsa dell’Italia. Ora si sogna il ritorno in Finale come nel 1998 e perché non sperarci?

Foto: LaPresse

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